Gioco
Gaia, conguaglio choc da oltre 1.700 euro
Salasso per una madre con figlio a carico. L’assessore Giovanni Rutili rimanda indietro la bolletta per rifare i conteggi
MASSA. Giusi Blotta la sua battaglia anti Gaia l’ha intrapresa ben prima di quella bolletta da choc. Anzi, a lei il salasso - ironia della sorte - è toccato addirittura dopo l’incontro con il sindaco Volpi e l’assessore alle finanze Giovanni Rutili.
Giusi al comitato anti Gaia ha aderito dalla prima ora perché è convinta che i costi del servizio idrico non siano sostenibili per i cittadini. Così lunedì, in sala giunta, per chiedere all’amministrazione di uscire dalla società, c’è anche lei.
Qualche ora dopo quell’incontro, l’ amara sorpresa: arriva a casa e intravede nella cassetta della posta una busta con ben impresso il nome Gaia. Già trema, quando la apre sono dolori: il gestore idrico ha fatto il conguaglio e le ha presentato un conto salatissimo. 1750 euro tondi tondi. Ed è andata bene - si fa per dire - perché la cifra è gigantesca, ma avrebbe potuto esserlo ancora di più considerato che Gaia le restituisce circa 700 euro.
Giusi sa che l’amministrazione, durante quel fatidico incontro, si è presa l’impegno di cambiarla davvero Gaia, lo ha fatto pubblicamente, con la convocazione di un tavolo, valuta quindi che proprio il Comune debba essere il suo referente. Ieri mattina sale le scale di palazzo civico e la mega fattura la esibisce a Giovanni Rutili, assessore alle finanze: «Ho trovato massima disponibilità e gentilezza - esordisce Giusi - l’assessore ha mostrato interessamento, ha fotocopiato la fattura e si è impegnato a rimandarla a Gaia perché ricalcoli le voci». Insomma, la bolletta di Giusi Blotta torna a casa Gaia, gli addetti dovranno verificarne la validità, controllare le voci, accertarsi che non siano stati fatti errori.
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Perché Giusi - e come lei la maggior parte dei masssei - davvero quella cifra non può sostenerla. Toni pacati, non si nasconde dietro un dito: «Ho sempre pagato Gaia - esordisce - ho pagato anche bollette da 397 euro. Adesso so di essere in debito per 300 euro, le fatture sono esorbitanti e per una madre con un figlio a carico far fronte a costi così elevati è difficile. Davvero, però, non so spiegarmi un importo così rilevante, un conguaglio di questa entità». Non sa spiegarselo perché la casa per cui è stata emessa la mega bolletta (adesso Giusi non ci vive più) era di 75 metri quadrati e senza giardino: «Due persone davvero non possono consumare così tanta acqua» da giustificare un conguaglio da 1.700 euro con un consumo fatturato da 900. Nè le precedenti bollette erano tanto basse da far sospettare che prima o poi sarebbe arrivato il salasso: «L’ultima - Giusi fa il punto - era di 109 euro».
Adesso la bolletta è nella mani dell’amministrazione che aspetta i dati dell’auto lettura - spiega Rutili - per passarla a Gaia. E fare una verifica.
(c.s.)
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