Il Tirreno

Muore a 17 anni prima del concerto dei suoi sogni

Nel riquadro Andrea Germelli in una foto da Facebook
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Nel riquadro Andrea Germelli in una foto da Facebook

Andrea Germelli, figlio dell’ex assessore di Montignoso, ha avuto un malore. Andava al Mandela Forum con suo padre per sentire Mengoni. Le lacrime dei compagni di classe

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MONTIGNOSO. Prende un pennarello, va al calendario e sottolinea con forza la data del 3 maggio. Quello per Andrea Germelli è un giorno importante, troppo importante: babbo ha fatto una promessa e il 3 maggio la manterrà. Tutti insieme, a Firenze, al Mandela Forum, ad applaudire, a saltare, a cantare a squarciagola le canzoni di Marco Mengoni. Babbo, mamma, Andrea e Lorenzo.

Babbo Luigi la promessa la mantiene, ma il sogno di Andrea rimane laggiù, come sulla linea dell’orizzonte. Il suo cuore decide per lui e la soglia del Mandela Forum non gli consente di varcarla: un dolore forte al petto, improvviso, lancinante, un’aritmia e il battito che ne se va. È una corsa verso l’ospedale di Careggi, martedì sera, e il cuore torna, lentamente e a fatica, a battere. Concede qualche ora di labile speranza, fino alla tarda mattina di ieri quando si arrende e Andrea dice addio alla vita, ad un passo dal realizzare il suo sogno, con una data evidenziata sul calendario. A soli 17 anni. A novembre avrebbe raggiunto il traguardo dei 18: la festa, gli amici, i parenti. Ma prima il concerto di Mengoni, la sua musica, le sue parole. Un sogno che papà era pronto a trasformare in realtà. Tutti insieme.

Il banco di Andrea, mercoledì 4, nell’aula della terza B, è vuoto: non è in classe, come ogni mattina, al liceo psico-pedagogico: i compagni pensano ad un’assenza come tante, un mal di pancia, forse un po’ di influenza. È la quinta ora quando la bidella, timidamente, entra in aula, parla a voce bassa con l’insegnante: i ragazzi intuiscono che quel tono basso, quella delicatezza della comunicazione, è cattivo presagio. La professoressa si fa coraggio, racconta, confida. Da pochi minuti il cuore di Andrea non batte più. È silenzioso il liceo. È silenziosa via Pandolfino dove Andrea e la sua famiglia vivono, è ammutolita l’intera Montignoso dove Luigi, il papà di Andrea, è nato, dove per anni ha fatto attività politica.

Luigi lo conoscono tutti: il sorriso stampato in volto, la passione politica, l’impegno nel sindacato. Due volte in consiglio, nei banchi della maggioranza, durante l’amministrazione Buffoni, assessore al turismo con Federico Binaglia, appassionato sindacalista Fiom. Lavora da anni a Firenze, in una grande azienda informatica: fa il pendolare, la sua terra non l’ha mai lasciata. A Massa ci sono la famiglia, i suoi due figli e la moglie Angela, commessa al Carrefour. Una famiglia unitissima.

Intorno a cui si stringono Massa e Montignoso: Andrea è ancora a Careggi, ma mamma e papà vogliono riportarlo a casa. Dagli amici, dai compagni di classe, da tutti quelli che gli vogliono bene. (c.s.)
 

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