«Ecco da dove nasce il caso Barumba»
Parla il procuratore capo Giubilaro: è vero, su Carrara ci arrivano tante denunce e segnalazioni, ci muoviamo per questo
CARRARA. «Ci siamo mossi perché abbiamo ricevuto alcune segnalazioni da parte dei cittadini. Non siamo di fronte a un problema di importo, di soldi, ma a un problema di principio».
Parla il procuratore capo Aldo Giubilaro dopo il caso Barumba che ha fatto tremare Palazzo civico. E aggiunge anche un’altra cosa: «Su Carrara ci arrivano moltissime segnalazioni, esposti e denunce. Molte di più rispetto agli altri comuni».
Al centro della nostra intervista quello che ormai è stato etichettato come l’affaire Barumba. Uno sconto (di ventimila euro) e, soprattutto, la totale assenza della gara di affidamento, e di tutti quei passaggi necessari quando si parla di soldi della collettività.
Questa, in sintesi, l’ipotesi accusatoria che sta alla base dell’inchiesta sulla spiaggia libera del Barumba che ha portato a otto avvisi di garanzia, a sindaco, assessori e un dirigente, per abuso di ufficio e concorso in abuso di ufficio.
Dottor Giubilaro ci spiega come nasce l’inchiesta sul caso Fossa Maestra?
«È molto semplice, c’era un contratto di affidamento da 40mila euro per quella spiaggia e prevedeva la possibilità di proroga. Bene così è stato fatto, ma la proroga avrebbe dovuto essere allo stesso importo, invece è stata fatta a 20mila euro. L’ipotesi accusatoria è proprio questa: il Comune doveva fare tutta una serie di passaggi, nell’interesse della collettività. E poi avrebbe potuto anche dare di nuovo in affidamento quella spiaggia agli stessi gestori, anche a 5mila euro. Ma attenendosi ai procedimenti previsti».
«Le cifre c’entrano poco - continua il procuratore - ma si tratta di una questione di principio. Nella delibera di giunta dell’affidamento diretto a metà prezzo, non ci sono motivazioni valide, ma solo delle affermazioni messe lì che non giustificano il comportamento del Comune. Da qui si muove l’ipotesi accusatoria».
Procuratore, un’altra inchiesta che coinvolge l’amministrazione di Carrara. Come mai?
«Cominciamo col dire che la procura si muove in relazione a quello che ci viene segnalato. Se su 100 segnalazioni (faccio un numero a caso ma tanto per farmi capire) ce ne sono una buona parte sulla pubblica amministrazione di Carrara io non posso farci nulla. E, soprattutto, non faccio alcun commento. Questo sì che posso dirlo».
La situazione della nostra città e del nostro Comune è diversa rispetto a quelli del territorio?
«Di denunce su Carrara ne arrivano parecchie, spesso e volentieri. Io procedo in base a quelle. E non voglio aggiungere altro. Del resto anche su una questione relativa alla città di Carrara, quella del derivato, ho concesso solo un “no comment”».
Ci sono altre inchieste a cui sta lavorando su Carrara?
«Non parlo nel modo più assoluto dei fascicoli su cui stiamo lavorando. E su questo voglio essere chiaro. È chiaro che se ci arrivano delle denunce, se vengono a bussare alla mia porta per segnalarmi delle presunte scorrettezze è compito della Procura cercare di indagare, cercare la verità. Questo è quello che stiamo facendo e che continueremo a fare con la serietà e l’impegno di sempre».
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