Sicurezza
«Basta, usciamo da Gaia» Anche Pontremoli contesta
Passa in consiglio comunale la mozione Scatena che chiede lo stop agli aumenti e una consultazione popolare. Il Pd vota contro: troppi attacchi al partito
PONTREMOLI. Uscire da Gaia Spa o comunque, se non ci sarà alternativa, lottare per far sì che il servizio idrico cittadino non presenti per i cittadini bollette da capogiro.
Questo il mandato che il consiglio comunale, con ogni probabilità anche l'ultimo di questa legislatura, affida all'amministrazione in carica ma che, soprattutto, lascia in eredità alla giunta che verrà eletta dalle prossime elezioni comunali. Un atto di palese contrarietà alla conduzione degli acquedotti da parte della società a capitale pubblico che dal 1° gennaio 2005 gestisce il servizio Idrico nell'area territoriale n.1 Toscana Nord che comprende gran parte dei Comuni della Provincia di Lucca, tre Comuni della Val di Lima in Provincia di Pistoia e i Comuni della Provincia di Massa (tranne Zeri) per un totale di 48 Comuni, un territorio di 2.586 Kmq, in cui si contano 445.515 abitanti e circa 260.000 utenti.
Sin dal suo insediamento l'arrivo di Gaia Spa non è stato salutato con tripudi di bandiere da parte degli abitanti delle aree interessate, anche perché, spesso, sono arrivate delle “stangate” per gli utenti che si sono visti anche triplicare le bollette. E in tutta la Provincia, ma non solo, sono sorti come funghi i comitati "No Gaia" che hanno unito trasversalmente varie forze politiche. Ma probabilmente la storia che meglio simboleggia la contrarietà al gestore idrico è la resistenza del comune di Zeri che, guidata dal sindaco Egidio Pedrini, ha deciso di mantenere la proprietà e la gestione diretta delle proprie risorse idriche. Tutto questo nonostante le pressioni che continuano ad arrivare da Firenze.
La storia di Pontremoli è diversa: qui Gaia Spa (società battezzata come carrozzone dalle amministrazioni di centrodestra che hanno governato la città, medesimo appellativo di cui hanno fregiato anche l'Unione di Comuni o ex Comunità Montana) non è entrata fino al luglio 2013 quando, proprio l'amministrazione in carica, decise (obtorto collo) l'ingresso del gestore idrico in sostituzione di Azga Nord, società misto pubblico privata che era fallita sotto il peso di 1,6 milioni di euro di debiti e che aveva gestito gli acquedotti pontremolesi dalla metà degli anni '80. Oggi, vicino ai due anni di servizio Gaia, il consiglio boccia il gestore e lo fa a seguito dell'interpellanza presentata dal capogruppo di "Cittadini per Pontremoli" Rolando Scatena per avviare un referendum consultivo sulla continuazione del servizio idrico affidato a Gaia Spa.
Un’interpellanza che prendeva spunto anche dal consiglio comunale aperto del febbraio 2013, quando il direttore generale di Gaia Paolo Peruzzi, aveva evidenziato come gli aumenti in bolletta erano dovuti al cambio del calcolo delle tariffe che deve garantire l'autosufficienza della gestione, con le bollette che devono sostenere quindi la piena copertura dei costi. E secondo Scatena sta proprio qui il punto debole di Gaia «è una società con fortissimi debiti, con altissimi costi di gestione e tutto questo viene a pesare sulle tasche dei cittadini». E poi ha chiamato in causa l'amministrazione colpevole di non aver provato a percorrere una via alternativa all'affidamento del servizio a Gaia e di non aver informato correttamente i cittadini. Ma soprattutto al centro della disamina del capogruppo c'è il Pd, colpevole, attraverso i sindaci, di aver votato gli aumenti delle bollette (maggio 2015) e che ha la responsabilità di non far funzionare correttamente questa società che ha ingestione un servizio fondamentale per la comunità come quello idrico. Il capogruppo di maggioranza Jacopo Ferri ha condiviso l'analisi di Scatena anche se ha evidenziato che l'amministrazione nel 2013 «si è trovata di fronte ad una scelta obbligata. Si sono cercate delle alternative ma purtroppo l'unico percorso fattibile era quello di entrare in Gaia». Scatena ha poi presentato una mozione che impegna l'Amministrazione, in attesa di una consultazione popolare sul gestore, a non votare aumenti tariffari (cosa per ora, hanno evidenziato dalla maggioranza, sempre fatto dall'amministrazione ma risultando sempre in minoranza), l'esecuzione dei lavori su acquedotti e fognature nel Comune oltre a valutare percorsi per uscire dalla gestione Gaia. Il capogruppo Pd, Francesco Mazzoni, condivideva il documento ma chiedeva di eliminare i forti richiami al Pd «anche perché i sindaci sono poi responsabili singolarmente delle loro azioni e lo sono soprattutto davanti ai cittadini». Avendo avuto risposta negativa la mozione è stata votata dai favorevolmente dai presenti con il voto contrario dei consiglieri Pd Mazzoni e Cozzalupi.
Riccardo Sordi
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