Il Tirreno

Due defibrillatori per i Comuni

Due defibrillatori per i Comuni

Li donerà sabato l’associazione “A piccoli passi” a Licciana Nardi e Tresana

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TERRAROSSA. Una iniziativa fatta con il cuore. Sabato mattina alle 11, presso il salone voltato del castello di Terrarossa di Licciana Nardi, l’associazione “A piccoli passi”, con la regia dell’Anpas provinciale, donerà due defibrillatori ai Comuni di Licciana Nardi e Tresana: uno verrà posizionato presso la sede della pubblica assistenza di Licciana Nardi, l’altro nel palazzo comunale a Barbarasco di Tresana.

L’iniziativa è stata presentata ieri mattina dalla presidentessa dell’associazione, Sabina Pietrini, dal vice presidente Alfredo Maccani, e dai responsabili del settore sociale e del settore sanitario dell'associazione, Enrico Donnini e Gianni Manici.

Affinché i due defibrillatori possano essere utilizzati al meglio, verranno anche formati degli operatori con dei corsi ad hoc, anche perché i defibrillatori in questione saranno dotati di un modulo pediatrico, quindi il compito che dovranno espletare sarà particolarmente delicato. Alla cerimonia di consegna dei defibrillatori sabato mattina ci saranno, naturalmente, i sindaci di Licciana Nardi, Enzo Manenti, e di Tresana, Matteo Mastrini, oltre al presidente dell'ANPAS provinciale, Giampiero Gasparotti: a conclusione della mattinata ci sarà anche un rinfresco. L’associazione di volontariato “A piccoli passi”, come suggerisce il nome stesso, con piccoli gesti e piccole iniziative vuole appoggiare progetti di sviluppo e solidarietà, ma anche costruire momenti di crescita territoriale e locale, anche internazionale, come spiega Sabina Pietrini: «Abbiamo portato aiuto a un asilo di un piccolo Comune in Moldavia, abbiamo comprato un minibus, abbiamo dato vita a un progetto di adozione a distanza in Colombia». C’è poi anche l’attività locale dell’associazione, con gli aiuti a base di spesa nei supermercati e manodopera a beneficio di una decina di famiglie lunigianesi: «C’è sempre più bisogno di venire incontro a queste situazioni, con famiglie dove magari nessuno lavora», conclude la presidentessa che si finanzia anche attraverso lotterie e banchetti, arrivando a donare 600 euro al Telefono Azzurro.

Gianluca Uberti

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