Il Tirreno

Condannata Elisa, il fratello patteggia

Condannata Elisa, il fratello patteggia

Ecco le decisioni del giudice nei confronti dei Mazzi: 3 anni e 8 mesi alla ragazza e al suo fidanzato Andrea Bonuccelli

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Tre anni e otto mesi a Elisa Mazzi; altri tre anni e otto mesi ad Andrea Bonuccelli. Le pene sono state scontate di un terzo dal gup Antonia Aracri per la scelta del difensore dei due imputati, l'avvocato Enzo Frediani, di affrontare il rito abbreviato. Ha patteggiato invece una pena di tre anni e undici mesi Alessio Mazzi, fratello di Elisa. E anche di Andrea, condannato a trent'anni di reclusione dalla corte di assise per il duplice omicidio di Andrea Fruzzetti ed Enrico Bari, la notte di Natale del 2013.

I tre ragazzi - non hanno ancora trenta anni - sono finiti alla sbarra per la faida dei Poggi, ovvero la guerra a suon di pistolettate che ha visto protagoniste la gang dei Mazzi e quella dei Ricci. Fazioni una volta amiche poi diventate nemiche per il monopolio del mercato della droga. Esattamente un anno fa lo scontro. Da quell'indagine sono nati due procedimenti: quello che ha concluso il suo primo grado ieri pomeriggio alle 18.30 con la lettura della sentenza di condanna del gup Aracri. E quello che è terminato, per ora, con il rinvio a giudizio di Pablo e Mattia Ricci e Thomas Quadrella. Il padre dei due fratelli Ricci invece si è costituito parte civile, dato che l'abitazione presa a colpi di revolver tra l'aprile e il maggio del 2015 era la sua. Il pubblico ministero Alessandra Conforti per Elisa e Andrea Bonuccelli aveva chiesto sette anni e otto mesi a testa.

La camera di consiglio è stata lunghissima, più di tre ore. Ma saranno le motivazioni che verranno depositate tra sessanta giorni a chiarire quale è stata la scelta del gup Aracri. Se hanno prevalso le attenuanti oppure se come aveva detto durante la sua arringa Frediani lo spaccio di droga, evidenziato dalle intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dalla squadra mobile, non era così importante come sosteneva la procura. Cessione di piccole dosi e nulla più, non i traffici disegnati dagli inquirenti. Insomma, la tesi della faida dei Poggi non si smonta del tutto ma viene ridimensionata. Almeno nelle cause che l’hanno prodotta. Perché gli spari contro case e autoveicoli sono sotto gli occhi di tutti. Va detto poi che Alessio Mazzi si era addossato tutte le responsabilità di quelle revolverate, dicendo di essere stato soltanto lui a premere il grilletto e soprattutto consegnando le armi (due revolver) dopo che gli uomini della mobile lo hanno arrestato.

Ma di quella guerra si è chiusa soltanto una tranche, perché l’altra, quella che riguarda i Ricci, è tutta da affrontare. In un processo con il rito ordinario, con un dibattimento che vedrà tra i testimoni anche i Mazzi e Bonuccelli. La richiesta di rinvio a giudizio dei fratelli Pablo e Mattia Ricci e Thomas Quadrella, sostenuta dal pubblico ministero Alberto Dello Iacono, è stata accolta il mese scorso dal gup. Il giudice ha detto sì a tutte le richieste del pm e fissato al primo giugno l’udienza. I Ricci e Quadrella, difesi dagli avvocati Alessandro Maneschi e Carlo Biondi, sono accusati di svariati reati. Il più grave quello di fabbricazione di esplosivi e progetto di attentati contro questura e procura.

Danilo D’Anna

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato