Finanza
Volpi: troppi costi, Gaia va cambiata
Il sindaco incontra i cittadini e costituisce un tavolo di lavoro: «Volture care, deposito da rivedere e tanto personale»
MASSA. Un no secco a Gaia il sindaco Alessandro Volpi non lo dice. Non lo dice perché - spiega - la normativa impedisce al Comune di fare armi e bagagli e lasciare la società che gestisce il servizio idrico. Il Comune non può andarsene - il primo cittadino lo ribadisce a chiare lettere - ma può battere ogni strada per cambiarla davvero la società, per evitare che i cittadini tremino ogni volta che si ritrovano la bolletta nella cassetta della posta. E cambiare Gaia - parola di Volpi - significa mettere mano ai costi del personale (23 milioni di euro), al deposito cauzionale che finisce nelle fatture di chi non ha domiciliazione bancaria, al salasso per le volture. Impegno forte che il sindaco si assume di fronte ai cittadini.
Ieri pomeriggio, in sala giunta, incontra i rappresentanti del comitato anti Gaia, ascolta la loro rabbia, i loro sfoghi, le loro storie, li vede sventolare fatture salatissime, li sente raccontare delle lunghe code agli sportelli Gaia, delle mille peripezie per capirci qualcosa nella bolletta dell’acqua. Poi tira le somme. E parte da un presupposto: «Le verifiche per uscire da Gaia si faranno tutte, ma l’eventualità di potersi tirar fuori dalla società è remota. Remota perché - motiva - la normativa lo impedisce, perché Gaia deve ancora al Comune 8 milioni, perché è una società pubblica che assicura comunque tariffe più contenute di quanto farebbe un privato». Perché farla fallire Gaia, come qualcuno propone, «ci condannerebbe a finire davvero nelle mani dei privati». Gaia e i lati positivi, ma quelli negativi certo non mancano e Volpi li ammette tutti. Lati negativi che emergono fin dagli esordi: «Nel 2005 - ricostruisce il sindaco - la società è nata male, senza un progetto industriale, con una montagna di debiti, con un numero elevato di dipendenti». Ed è la consapevolezza di quei limiti che motiva il primo cittadino a scendere in campo, ad impegnarsi «per cambiarla davvero Gaia», a promettere un tavolo permanente su fatturazione e agevolazioni, a stendere un vademecum che consenta ai cittadini di capirle le bollette. Capirle e contenerle: «Le norme rendono quasi impossibile uscire da Gaia. Faremo ogni verifica - aggiunge - perché siamo consapevoli che utenti e comitati sollevano un problema reale, che la stragrande maggioranza dei cittadini, forse il 100% dei cittadini, ha la netta sensazione che le tariffe siano troppo alte e questo nonostante le nostre siano le più basse in Toscana. Noi ci siamo, abbiamo contattato la società e il suo direttore, abbiamo aperto un dialogo su temi importanti».
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E al primo posto nella lista ci sono i costi di voltura che Volpi definisce «esorbitanti», ma c’è anche il contestato deposito cauzionale che - rincara il sindaco - «deve essere rivisto», come - emerge dall’incontro - devono essere riviste la formazione del personale e le modalità di comunicazione con gli utenti. Perché i cittadini raccontano di spiegazioni fumose, di scarsa informazione, di poca trasparenza. Di poca chiarezza su sgravi e agevolazioni per reddito e famiglie numerose. «Il nostro impegno - il primo cittadino tira le somme - deve essere quello di ridurre un’eccessiva approssimazione che regna in Gaia, ridurre - è la conseguenza - i costi della società» perché - l’equazione è presto fatta - se quei costi si riducono, diminuiscono, o almeno dovrebbero, anche gli importi in bolletta.
L’amministrazione assicura di voler mantenere gli impegni e lo fa mettendo mano ad un tavolo che si incontri periodicamente, alla presenza di un rappresentante Gaia, lavori ad un vademecun e faccia il punto su tutto ciò che non va. Un primo appuntamento è fissato per mercoledì quando i comitati si incontreranno in piazza Pellerano. Il primo cittadino promette che ci sarà per confermare che il Comune Gaia la vuole cambiare davvero.
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