Il Tirreno

«I miei parrocchiani non ce la fanno più»

«I miei parrocchiani non ce la fanno più»

Don Giovanni in prima linea: Massa è in emergenza. E Fruzzetti: non pagheremo la prossima bolletta

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MASSA. Le risposte del sindaco Volpi, il suo impegno per cambiare Gaia, agli occhi di molti è solo un «biscottino», il «contentino per non risolvere il problema». Perché - il comitato ne è convinto - la soluzione è una ed una sola: uscire dalla società, passare ad una gestione diretta del servizio idrico. Perché se il gestore ha debiti (anche e soprattutto con i Comuni soci), «non possono essere i cittadini a pagarli». Il concetto lo sintetizza Laura Eventi, un consumo di 78 euro e una bolletta da 317: «Io voglio pagare l’acqua che utilizzo, con i debiti che Gaia ha sulle spalle non c’entro nulla, come non c’entrano nulla gli altri utenti, non possiamo farcene carico noi».

Perché se l’amministrazione propone soluzioni e garantisce impegno, la realtà dei fatti rimane ed è quella che illustrano Galeano Fruzzetti e Alfonso Baldi, promotori del comitato: «Le bollette ci sono e moltissimi cittadini non sono in grado di pagarle. Se le prossime fatture saranno altrettanto alte - Fruzzetti va al sodo - sceglieremo la disobbedienza civile». Detta in altre parole: non cacceremo un euro. Anche perché molti di soldi da sborsare non ne hanno più. Lo conferma don Giovanni Locatelli, Don Giò, in prima fila nella battaglia anti Gaia: «Molti dei miei parrocchiani sono in seria difficoltà, non possono pagare, non hanno lavoro. Ci sono anziani, con pensioni minime, che sono tartassati e chiedono aiuto. La città è in emergenza».

Le bollette salate, certo, ma non solo: i cittadini non contestano soltanto gli importi e le modalità di fatturazione, ma una distanza tra la società e il cittadino, una comunicazione frammentaria, un senso di estraneità rispetto a chi gestisce un bene prezioso come l’acqua. Un’ estraneità che Carlo Ferrari, ieri, sintetizza al sindaco e all’assessore alle finanze Giovanni Rutili, con una frase forte: «Si comportano come se l’acqua l’avessero inventata loro».

Il comitato ringrazia il sindaco, consapevole che un passo avanti importante sia stato fatto, ma non si accontenta: «Non demordiamo, abbiamo già raccolto 2.000 firme per uscire da Gaia e ne raccoglieremo ancora molte». Appuntamento domani, alle 17, in piazza Pellerano per confermare che il comitato c’è e l’obbiettivo di uscire da Gaia lo porta avanti con fermezza.(c.s.)

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