Il Tirreno

Diffamazione, prosciolti due politici

Diffamazione, prosciolti due politici

MASSA. Il gip Antonia Aracri ha archiviato, come aveva chiesto il pubblico ministero Rossella Soffio. Niente condanna per l’europarlamentare della Lega Gianluca Buonanno e per l’ex ministro Ignazio...

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA.

Il gip Antonia Aracri ha archiviato, come aveva chiesto il pubblico ministero Rossella Soffio. Niente condanna per l’europarlamentare della Lega Gianluca Buonanno e per l’ex ministro Ignazio La Russa. Ad accusarli, e a portarli in tribunale (Buonanno si è anche presentato a Massa), il presidente dell’associazione Nazione rom Marcello Zuinisi. Che non si dà per vinto e annuncia che entro quindici giorni presenterà ricorso in cassazione per avere giustizia.

Zuinisi aveva querelato La Russa e Buonanno perché avevano denigrato sui giornali e via etere (attraverso la trasmissione radiofonica la Zanzara) i nomadi e la loro cultura. I due politici rischiavano di finire a processo, dato che il responsabile dell’associazione Nazione rom, si era opposto alla richiesta del sostituto procuratore e aveva ribadito la sua volontà di andare a fondo alla vicenda.

Tutto nasce da una serie di affermazioni fatte alla trasmissione radiofonica la Zanzara. L’europarlamentare della Lega nord interrogato dal conduttore sull’argomento nomadi si lascia andare a delle considerazioni che secondo Zuinisi (e non solo) sono razziste: «I rom hanno il genoma della delinquenza, sono portati a delinquere». E per rendere ancor più chiara l’idea a un giornalista che gli chiedeva lumi su questa affermazione ha aggiunto: «Se i rom mi denunciano io gli rispondo che hanno rubato pure la marca da bollo». Zuinisi aveva presentato una querela simile anche nei confronti di La Russa, che sempre alla Zanzara aveva condiviso quanto detto da Buonanno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze