Il Tirreno

Urbanistica, «un Regolamento non condiviso»

Urbanistica, «un Regolamento non condiviso»

Al compleanno della 28 Aprile un convegno sul PIano strutturale. Valenti: gli Aru sono un problema

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MASSA. L'associazione 28 Aprile ha festeggiato l'ottavo compleanno a Villa Cuturi con una conferenza sul Regolamento Urbanistico, assieme alla dottoressa Gemma Pastore, Responsabile della struttura organizzativa del settore assistenza giuridico- legislativa della Regione e all'architetto massese Fabio Valenti. Ma nonostante le connotazioni "tecniche" della conferenza, non si risparmiano le polemiche politiche, con il consigliere arancione Fabrizio Brizzi che non lascia passare sotto silenzio lo sgambetto tentato, a suo dire, dal sindaco Volpi: «Il presidente della IV Commissione infrastrutture e Territorio della Regione Toscana, Stefano Boccelli, avrebbe dovuto essere qui stasera con noi, per parlare di Regolamento Urbanistico ma il sindaco Volpi ha fatto pressione a Firenze, in sede regionale del partito perché non venisse, affermando che noi siamo opposizione e che quindi non sarebbe stata opportuna la sua presenza. E allora noi vogliamo ringraziare il sindaco- prosegue ironico Brizzi- perché grazie a lui abbiamo potuto avere ospite la dottoressa Gemma Pastore e abbiamo potuto così assistere a una mirabile lezione tecnico-giuridica sugli strumenti legislativo- urbanistici per la gestione del nostro territorio».

E la Parente ha detto chiaro che la legge urbanistica regionale sia una legge di "difficile lettura" e per questo la giunta della Toscana abbia già proposto di modificarla. La legge 65 ha detto inoltre, «fa proprio il principio comunitario del contrasto del consumo di nuovo suolo e della riqualificazione dell'esistente con la tutela del territorio agricolo». Per questo non sono consentite nuove edificazioni residenziali fuori del territorio urbanizzato» e e ogni previsione di nuova edificazione(diversa dal residenziale) è soggetta al parere vincolante della Regione.

L'architetto Fabio Valenti ha invece, messo al centro il Regolamento Urbanistico che il Comune ha presentato per essere sottoposto alle Osservazioni e e su quei problemi attorno ai quali, dal lLuglio scorso, è sorta una vera e propria sollevazione popolare con cortei e fiaccolate. Il nodo cruciale, ha spiegato sono gli Aru, aree di riqualificazione urbana: si tratta di zone individuate dal Regolamento per le quali soggetti privati che si proporranno, potranno costruire accollandosi però il compito e le spese per garantire gli standard urbanistici, vale a dire gli spazi che devono esistere per legge in proporzione agli spazi di insediamenti residenziali; cioè spazi pubblici riservati alle attività collettive, edilizia scolastica, verde pubblico o ai parcheggi. Fa notare Valenti che «a fronte della destinazione prevista di ben il 20% degli utili ricavati dalla vendita delle costruzioni, realizzate attraverso le Aru e in considerazione quindi di prospettive economiche così poco vantaggiose, non ci sono garanzie circa il rispetto effettivo degli standard urbanistici richiesti dalla legge e di cui la collettività ha bisogno. Con il rischio di ritrovarsi poi delle opere incomplete».

Inoltre, si chiede Valenti, «quanta informazione vera e quanta partecipazione reale della cittadinanza sono state garantite, durante le fasi di formazione del Regolamento, se da luglio scorso, al momento della prima approvazione che dava il via libera alle osservazioni, sono insorti ben 5 comitati e si è verificata una sollevazione popolare che ha coinvolto 5.000 cittadini?»

«Ma il Regolamento non è stato nemmeno presentato in commissione urbanistica per il parere», ricorda Brizzi. «Un Regolamento che ha ricevuto osservazioni a livello istituzionale, sia da Provincia che da Regione e che non solo è stato formato senza ascoltare e senza coinvolgere i cittadini in misura sufficiente, ma che non ha rispettato lo spirito della Legge regionale 65/2014» gli fa eco Elena Cordoni, presidente della 28 Aprile.

Francesca Vatteroni

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