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Pietrini: «E Luni sia» Il comune di Ortonovo vuole cambiare nome

Pietrini: «E Luni sia» Il comune di Ortonovo vuole cambiare nome

Il sindaco rilancia il progetto di fusione con Castelnuovo: «Ora il bilancio è in pari». E quello per la nuova denominazione

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ORTONOVO. E Luni sia. Quella del “Comune di Luni” è una storia ancora tutta da scrivere. Sembrava chiusa dopo il referendum del febbraio 2014 per la fusione tra Ortonovo e Castelnuovo per creare il grande comune di Luni, quando in quel di Castelnuovo Magra il fronte del no surclassò quelli del sì (mentre a Ortonovo la vittoria del sì alla fusione fu schiacciante), in realtà è solo rimasta in po' in disparte (sicuramente per Castelnuovo) e si riaffaccia ora alla luce grazie alla tenacia del sindaco di Ortonovo Francesco Pietrini (e con lui quel 93% dei consensi alla fusione).

«Porteremo avanti il nostro progetto da soli», aveva annunciato il primo cittadino ortonovese proprio all'indomani del referendum perso. E adesso conferma il suo impegno. «Dal febbraio 2015 ad oggi ho scritto ben tre lettere alla Regione Liguria in cui chiedevo che l'iter per cambiare il nome di Ortonovo con Luni partisse. Non mi sono dimenticato per nulla del risultato referendario legato alla fusione e del voto plebiscitario dei miei concittadini. Io l'avevo detto che avrei proseguito e così ho fatto».

«Ora - prosegue il sindaco Pietrini- abbiamo la notizia che la pratica sarà esaminata proprio domani, lunedì 2 maggio, dalla commissione regionale Affari generali, istituzionali e bilancio della Regione presieduta da Vaccarezza e con il consigliere sarzanese Juri Michelucci vice presidente, al fine dare avvio all'iter necessario per l'indizione del referendum».

Il sindaco è deciso. "Luni è la nostra memoria e per noi è anche un volano culturale, turistico e di conseguenza economico. La fusione avrebbe creato un grande polo e donato tante opportunità a questo lembo di terra di confine. Sono convinto che due anni fa si sia persa una grande occasione anche per rilanciare il territorio dal punto di vista culturale, turistico, economico e politico. Tra l'altro i tanti detrattori soprattutto quelli del fronte del no di Castelnuovo Magra hanno sempre sostenuto che il comune di Ortonovo aveva troppi debiti e che sarebbero pesati sulle loro teste. Posso dire che dopo anni difficili ora abbiamo un bilancio con avanzo consistente. E nei giorni scorsi durante un convegno il viceministro Enrico Morando ha caldeggiato le fusioni dei comuni perché ci sono ancora tante risorse». E tra due anni sarà pronto anche il grande progetto di raccordo tra autostrada e area archeologica, definito un tempo (un po' impropriamente) "Archeogrill". Il progetto, lo ricordiamo, prevede la realizzazione di un percorso ciclopedonale che attraversa la A12 e di un'area multimediale vicina alla carreggiata autostradale.

Saranno realizzati anche un sottopasso pedonale e interventi diffusi di sistemazioni idrauliche nell'area interessata, parcheggi che potranno ospitare in totale 40 auto e 12 autobus e l'installazione di un tratto di barriere al margine della carreggiata sud della A12. In pratica favorisce l'accessibilità diretta al Museo Archeologico di Luni, a piedi o in bicicletta, senza la necessità di uscire dall'autostrada. «Sono ripresi da poco i lavori dopo il placet militare per la bonifica del luogo - conferma Pietrini -. Fra due anni sarà pronto il collegamento tra l'autostrada e la zona archeologica». La storia del comune di Luni, quindi, potrebbe essere arrivata a una svolta. In questo caso il prossimo referendum dovrebbe essere solo una formalità.

Federico Ricci

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