Il Tirreno

Picchia la vicina che si lamenta per la tv

Picchia la vicina che si lamenta per la tv

L’uomo è stato arrestato e messo ai domiciliari con il braccialetto elettronico. La donna è stata trasferita in un’altra casa

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MASSA. Quel vicino di casa le dava il tormento tutti i giorni, lei per un po’ ha fatto finta di niente per il quieto vivere. Girandosi dall’altra parte quando lui la insultava rispondendo alle sue rimostranze. L’altra sera, però, l’uomo, un trentenne massese, oltre alle parole ha usato le mani. Picchiandola in modo feroce, con schiaffi e pugni al volto. Lasciandole dei segni evidenti sotto gli occhi e su un labbro. Un’aggressione che è parsa evidente all’agente che si trovava al pronto soccorso del Noa, quando la signora - un ultrasessantenne - è arrivata a farsi medicare. Lei ha raccontato tutto alla polizia, anche delle denunce che aveva fatto in passato, e così è scattato l’accertamento. Da qui l’arresto, già convalidato, con la concessione dei domiciliari sotto il controllo del braccialetto elettronico. Ovviamente è stata trasferita la vittima.

I due abitavano da mesi uno accanto all’altro in un condominio popolare dove ci sono famiglie che si fanno aiutare dai servizi sociali. I rapporti non sono mai stati buoni, perché alla sessantenne davano fastidio i rumori che arrivavano dall’altra parte del muro: musica, urla, risate. Del resto la famiglia del trentenne è numerosa, con dei bambini. L’uomo, però, invece di ragionare, ha sempre fatto la voce grossa, prendendosela con la poverina. Che ha presentato un’altra denuncia nei mesi scorsi, per una minaccia non troppo velata che aveva ricevuto per aver chiesto al bruto di spostare la macchina che aveva parcheggiato a ridosso del giardinetto condominiale.

L’altra sera la situazione è degenerata: la sessantenne si è lamentata perché la televisione dei vicini aveva il volume troppo alto e il trentenne per tutta risposta l’ha presa a schiaffi e pugni in faccia. Mandandola all’ospedale con il volto tumefatto. L’agente del pronto soccorso ha raccolto il suo esposto, che ha fatto il paio con l’altro già presentato. E la procura ha voluto procedere con la massima celerità, chiedendo al gip l’arresto dell’uomo. Il giudice ha disposto i domiciliari e data la pericolosità ha aggiunto anche il braccialetto elettronico. L’accusa è di lesioni e aggressione. Siccome non era consigliabile tenere i due ancora a contatto le forze dell’ordine hanno chiesto aiuto ai servizi sociali, che si sono attivati trovando un altro appartamento dove poter sistemare la donna. Lei ha accettato la soluzione e così è avvenuto il trasloco, prima ancora che il bruto rientrasse in famiglia.

L’indagine nei confronti del trentenne comunque non termina qui, anche se gli accertamenti disposti nell’immediatezza del pestaggio hanno permesso di raccogliere una discreta quantità di prove, tanto da ottenere la custodia cautelare. Nei giorni prossimi verranno sentiti anche i primi testimoni.

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