Sicurezza
Massa, beccati i furbetti: diminuiscono le tasse
Il Comune recupera quasi 3 milioni di evasione e abbassa le imposte. Tari ridotta fino al 10%, niente Tasi per gli affittuari
MASSA. Due milioni e 800.000 euro sono tanti, in tempo di magra ancora di più. Soldi che nelle casse del Comune non c’erano e adesso ci sono eccome. I colpi di teatro alla mago Silvan non c’entrano: il denaro è frutto di un anno di lotta all’evasione. Incrocio tra dati anagrafici e fiscali, verifiche di archivio, accertamenti su accertamenti. Risultato: poco meno di 3 milioni si sono spostati di tasca, da quelle dei furbetti sono finite in quelle di Palazzo civico. «E - a scrivere l’equazione è l’assessore alle finanze Giovanni Rutili - se tutti pagano, la disponibilità di risorse aumenta e le tasse diminuiscono». Lo scontone, per parlar chiaro, non c’è, ma i correttivi al ribasso sì e in alcuni casi anche importanti. Tassa sui rifiuti meno salata per i cittadini, con un 2% di riduzione, e ancor meno salata per le attività produttive che pagheranno un 10% meno rispetto allo scorso anno.
I furbetti e gli evasori totali. Master ha ingaggiato la lotta contro chi “dimentica” che le tasse vanno pagate, contro chi le paga solo in parte e, soprattutto, contro quelli che il Fisco neanche sa che esistano: evasori totali che il bollettino della Tari non l’hanno mai stretto tra le mani.
I rifiuti li producono, ma i servizi di raccolta e smaltimento non li pagano: una quindicina di persone, titolari di attività produttiva, che la tassa sulla spazzatura non l’hanno mai versata. Master li becca e presenta il conto: certo può chiedere arretrati fino al 2010 (il mancato versamento di tasse e imposte si prescrive in 5 anni), ma recupera comunque una bella somma. Sessantamila euro da uno solo dei 15 evasori totali. Il Comune iscrive a ruolo 140.000 metri quadrati, metrature su cui, fino ad oggi, la spazzatura non l’ha pagata nessuno. Beccati, gli evasori si mettono in regola e nella casse di Palazzo civico nel 2015 entrano 2 milioni 799.000 euro da recupero di imposta sugli immobili e tassa sulla spazzatura. Quasi 400.000 euro più dell’anno precedente. Ed ecco il Comune sposare la fatidica equivalenza: se le tasse le pagano tutti, a tutti si chiede di versare meno. Scende quindi la Tari (sui rifiuti) e il salasso è evitato anche sul fronte dell’imposta sugli immobili.
Cosa cambia per le famiglie. La spazzatura ci costerà di meno nel 2016, seppur di poco: riduzione del 2%.
«Ma la diminuzione - tirare le somme tocca all’assessore Rutili - diventa ancor più rilevante se si considera che a breve partirà il raccolta porta a porta. Questo significa che l’amministrazione - chiarisce - riduce la tassa sui rifiuti proprio quando entra a regime un servizio di raccolta più capillare e costoso».
Si spende meno per la spazzatura e non si paga più la Tasi (imposta sui servizi indivisibili, dalla luce al verde) sulla prima casa. Non si paga perché così ha deciso Roma con l’ultima legge finanziaria. «Noi però - prosegue Rutili - abbiamo scelto di andare oltre e abbiamo esteso la logica del Governo abolendo la Tasi anche per i cittadini affittuari». Scende anche l’Imu (imposta sugli immobili) per chi affitta la propria casa a canone concordato: per quei proprietari l’aliquota passa dallo 0.8 allo 0.7.
Dimezzata l’aliquota per chi dà la casa (una sola) in comodato d’uso ai figli: da 0.8 passa a 0.4. Cosa cambia per la attività produttive. Riduzione della Tari del 2% per le famiglie, più corposa per tutte le attività produttive con un meno 10%. Più complesso il quadro sul fronte della Cosap (il canone d per l’occupazione di suolo pubblico): «Non ci sono stati aumenti - esordisce Giovanni Rutili - ma una limitazione delle riduzioni in essere, concepite per favorire gli insediamenti in centro storico».
Poi spiega che nel cuore della città era stata prevista per gli operatori una riduzione del 50% sul canone che i marinelli pagavano, invece, integralmente: «Abbiamo scelto - prosegue l’assessore - di omologare progressivamente il centro e Marina, abbiamo quindi ridotto la Cosap del 20% sul litorale e portato la riduzione, in centro, dal 50 al 30%».
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Riduzione del 20% sulla Cosap anche per gli ambulante del mercato del martedì: «E non - sottolinea Rutili - perché il trasloco in centro li abbia puniti, ma perché i dati della camera di commercio rilevano una difficoltà per l’intero settore e perché abbiamo registrato casi di insolvenza Cosap per gli ambulanti del martedì. E questo già quando i banchi erano sistemati lungo viale Roma». Correttivi, quindi e l’assicurazione che la lotta all’evasione proseguirà a ritmo serrato per evitare che chi già paga sia costretto pure al salasso.
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