La manifestazione
Prese per il collo una vigilessa, condannata
Sette mesi (e 2mila euro di risarcimento) alla donna che durante il Gp di Liberazione aggredì l’agente
MASSA. Condannata a 7 mesi di reclusione (pena sospesa) e a 2000 euro di risarcimento la quarantenne finita a processo con l’accusa di avere insultato e preso per il collo una vigilessa. L’imputata, incensurata, ha ottenuto la non menzione della condanna nel casellario giudiziale.
La vicenda risale al 25 aprile del 2014, il giorno della Liberqaione e anche della corsa ciclistica che porta lo stesso nome. La donna, 40 anni, originaria della Repubblica Ceca ma residente in citta, che all’epoca era incinta, era in auto con gli amici di ritorno da una passeggiata. Non guidava. Erano all’altezza del ponte di Castagnola quando si accorgono che era in corso la gara e pensano di fermarsi. Un vigile - stando a quanto ricostruito in aula - però avrebbe detto loro di passare («che avremmo fatto in tempo», dice un testimone durante il processo) e così hanno fatto. E da qui sarebbe partita la lite con due vigili, tra cui la vigilessa. In aula, davanti al giudice Elisabetta Congiusta, è stato ascoltato anche un testimone che quel giorno era in auto con la donna. «Quando siamo andati con la macchina - ha raccontato - un signore ha iniziato a inveirci contro. Era insieme alla vigilessa. Così loro (il conducente dell’auto e la donna) sono scesi e sono andati a parlarci. Li ho visti dell’auto che discutevano animatamente. Poi ho visto la vigilessa - continua - tenerla per un braccio. Lei (l’imputata) ha cercato di liberarsi. E si sono insultate». La donna a un certo punto della discussione ha afferrato la vigilessa per il collo e si è rifiutata di consegnare i documenti. Si è così arrivati al processo che ha visto la quarantenne imputata per lesioni volontarie, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. E alla sentenza, che condanna la donna ai 7 mesi e a risarcire la vigilessa con una somma di 2mila euro.
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