Trasporti
Due statue per solidarietà a Blu
L’iniziativa di un collettivo dell’Accademia evoca il gesto di ribellione del writer
CARRARA. "Ma il cielo è sempre più blu" cantava Rino Gaetano nel 1975. E infatti è un cielo un po' più Blu il cielo che ha trovato ieri mattina al suo risveglio, Carrara, grazie alla protesta di alcuni ragazzi di un collettivo di artisti, facenti capo all'Accademia, che durante la notte tra venerdì e ieri ha collocato due statue, due calchi in gesso, in due punti diversi dalla città, per evocare il gesto di ribellione del writer Blu, risalente a qualche settimana fa. Blu, lo vogliamo ricordare, uno fra i primi dieci street artist al mondo, aveva cancellato a colpi di rullo le proprie opere dai muri e dalle strade di Bologna, per impedire che i suoi graffiti venissero staccati dai muri,come già avevano cominciato a fare, per venire esposti in una mostra organizzata da Genus Bononiae, l'istituzione bolognese che cura percorsi museali nei Palazzi storici della città, creata su iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna e che è guidata da Fabio Roversi-Monaco, ex direttore della Fondazione stessa. Blu rispondeva in questo modo "all'ennesimo tentativo di privatizzazione di un pezzo della città... da parte della più potente Fondazione bancaria cittadina", facevano sapere on line alcuni suoi collaboratori.
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Ed è questo il senso del gesto dei ragazzi del collettivo che nottetempo hanno collocato una delle due statue in gesso, raffigurante un uomo di grandezza naturale che imbianca con un rullo, posizionandola simbolicamente proprio davanti alla Cassa di Risparmio di Carrara. La statua, a differenza dell'altra raffigurante invece una donna che indossa un burqa e collocata sulla salita di San Giacomo, è stata subito rimossa durante la mattinata. «Il nostro è un no alla mercificazione- spiega uno dei ragazzi del collettivo- un no al tentativo di monetizzare ciò che è stato per anni combattuto, represso e rimosso, visto che la street art in Italia resta illegale e gli artisti che ci si dedicano rischiano multe o addirittura i domiciliari».
L'altra statua invece, sempre in gesso e collocata sulla salita di San Giacomo, ritrae una donna vestita con un burqa, che indossa però anche delle scarpe con tacco alto, che tiene una borsetta alla moda infilata al braccio e che porta un grosso orologio da polso.
Il Collettivo racconta che la statua venne creata subito dopo la strage di Parigi al Bataclan, per denunciare il rapporto ambiguo esistente tra Occidente e Oriente.
«Questa statua è già stata esposta al circolo Baccanali di Carrara e al Don Chisciotte di Massa- aggiunge poi il Collettivo-mentre la statua dell'imbianchino è stata realizzata ad hoc per questa manifestazione che si colloca all'interno di Donazioni Illegali. Donazioni Illegali-prosegue- è una iniziativa presa a livello non solo locale ma regionale, grazie alla quale noi del collettivo insieme ad altri ragazzi che ci danno una mano, porterà delle statue, delle performances artistiche di vario genere, dei murales, per le strade delle città. Donazioni perché si tratta di un regalo che lo street artist fa alla città e illegali perché in Italia è vietata dalla legge. Per ora ci siamo organizzati oltreché su Carrara, anche su Viareggio, Lucca, Pistoia, Firenze, Prato e le foto delle nostre opere che verranno posizionate in strade, piazze e soprattutto fuori dalle logiche del mercato, verranno poi pubblicate su una piattaforma on line (donazioniillegali.wordpress.com). Il nostro intento è di stimolare gli artisti a prendere posizione su tematiche sociali importanti affinché artisti, scultori, pittori, writers, si schierino contro la mercificazione dell'arte. Noi abbiamo lanciato l'appello e chiunque lo desideri potrà unirsi a noi con un contributo artistico» continua il Collettivo. Ma la protesta parla anche di Carrara e della sua Accademia, precisa ancora il Collettivo: «L'Accademia è diventata un palazzo chiuso, sordo e cieco ai bisogni della città. Noi vorremmo che gli studenti, gli artisti uscissero dal palazzo e prendessero posizione sul fatto che non abbiamo un Presidente per esempio o sul fatto che non si trovano i materiali per i laboratori. E' possibile che uno studente di scultura possa accedere solo 3 volte a settimana al laboratorio? Siamo a Carrara, la capitale del marmo! Carrara, con tutti gli artisti e il marmo che possiede dovrebbe essere un laboratorio a cielo aperto! Marble week potresti farlo tutti i giorni, con tutti gli artisti e il marmo di cui dispone la città! Per esempio ci sarà l'evento libera padula: ecco, secondo me gli artisti dovrebbero partecipare, far sentire la loro presenza. Noi vogliamo sensibilizzare gli artisti e incoraggiarli a prendere contatto con la società, con la città in cui vivono. Non c'è soltanto un mondo intimo, interiore da raccontare, c'è anche un mondo fuori di noi, che condividiamo con gli altri, bistrattato e mercificato e che può condizionare pesantemente il nostro essere profondo», conclude il Collettivo.
Francesca Vatteroni
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