Attenzione
De Pasquale: canale demaniale occupato da un ravaneto
CARRARA. Ha studiato nel dettaglio determine e determinazioni, ha esaminato il progetto coordinato di coltivazione e valutato la risposta del dirigente del Settore Marmo sul caso. Alla fine,...
CARRARA. Ha studiato nel dettaglio determine e determinazioni, ha esaminato il progetto coordinato di coltivazione e valutato la risposta del dirigente del Settore Marmo sul caso.
Alla fine, mercoledì, si è presentato davanti all'assise "armato" di proiettore e documento in power point per mostrare a tutti i suoi colleghi consiglieri che, secondo le sue indagini, nel bacino 2 di Torano, un canale demaniale è stato letteralmente "occupato" dai materiali di scarto prodotti dalle cave Vasaro, Canalbianco e Fossalupo.
La denuncia arriva direttamente da Francesco De Pasquale che dopo una lunga e accurata ricerca, seguita al confronto di documenti e atti, ha chiesto all'amministrazione quali provvedimenti siano stati presi per sanare una situazione assolutamente irregolare. Non solo: l'esponente grillino per dimostrare la sua tesi ha sovrapposto le immagini delle cave "incriminate" scattate dall'alto e la carta catastale depositata dalle aziende interessate, evidenziando che a seguito dell'attività estrattiva è "spuntato" un nuovo ravaneto, che sorge proprio in quello che dovrebbe essere un canale demaniale. Un caso "esemplare" secondo De Pasquale, che a più riprese, durante i suoi interventi in commissione Marmo aveva evidenziato il fenomeno dei canali invasi dai detriti, sottolineando che in caso di piogge intense questi si trasformano in un pericoloso ostacolo al regolare deflusso dei corsi d'acqua, incrementando il rischio idrogeologico. E dopo l'interrogazione, il consigliere pentastellato ha presentato una mozione, per chiedere «il ripristino del sito (con rimozione del nuovo ravaneto) a spese della azienda autorizzata» e «la sospensione dell'autorizzazione fino ad avvenuto ripristino».
Non solo, De Pasquale ha anche sollecitato l'amministrazione a «rinunciare alla consulenza dell'ex-dirigente al marmo», accusando esplicitamente Marco Tonelli di aver pronunciato, sulla vicenda, «false affermazioni». La mozione è stata bocciata dopo l'intervento del consigliere Lucio Boggi (Pd) che ha chiesto una verifica della situazione a cura dell'Ufficio Marmo.
Cinzia Chiappini
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