La manifestazione
Bilancio da approvare la commissione si fa alle 6
Consiglieri convocati all’alba dopo la mancanza del numero legale Bagarre in aula tra Pd e opposizione. Anghelè alla Menchini: lei vomita acido
MASSA. Commissioni orfane della maggioranza, oppure convocate alle sei di mattina per mancanza di numero legale; consigli infuocati e accuse di maschilismo in aula. In questo clima, ieri, è stato approvato il bilancio consuntivo del comune. Cosa si fa di solito alle sei di mattina? Qualcuno, particolarmente eroico, si alza per andare a lavorare, altrimenti si dorme, o si fa colazione con calma in casa. Al comune di Massa, invece, alle sei di mattina, e per la prima volta nella storia amministrativa della città, si apre una commissione consiliare di forte peso politico: quella sul bilancio, per dare parere positivo al consuntivo 2015. «Non si poteva fare diversamente- spiega il presidente della commissione in quota Pd Fabrizio Panesi- il nostro regolamento impone che debbano passare minimo due ore tra una convocazione e l’altra e alle otto avremmo avuto il consiglio comunale per l’approvazione del bilancio consuntivo».
Quindi tutti in commissione di buon ora, il penultimo atto di un “caso politico” che vede protagonisti la consigliera degli Arancioni Carmen Menchini e il consigliere Pd Luca Anghelè. Tutto comincia giovedì pomeriggio, quando la consigliera Menchini, scattate le 15,31, trovatasi quasi da sola in commissione bilancio, chiede al segretario il numero legale. Qualcuno prova a chiamare a raccolta con sms la maggioranza, ma ormai il segretario ratifica e la commissione salta. Alle 15,31 e una manciata di secondi, arriva il consigliere Anghelè, quando i giochi sono fatti, assieme al presidente della commissione Panesi e a Caruso dell’opposizione, ma la seduta è saltata. I primi screzi tra Anghelè e la Menchini si consumano nei corridoi, poi proseguiranno il giorno seguente in consiglio: alla consigliera Anghelè imputa il mancato svolgimento di una commissione importante, per pochi secondi di ritardo. Il presidente Panesi è costretto a convocare l’ultima commissione utile per dare parere positivo al consuntivo venerdì mattina alle sei: in un comune deserto, la maggioranza questa volta è tutta presente e il Pd, da solo, dà parere positivo al bilancio e lo porta in consiglio. È qui che il consigliere Anghelè prende la parola contro Carmen Menchini, in un intervento durissimo, dal quale anche il sindaco Alessandro Volpi, poco dopo, prende le distanze: «Sono tre anni che la consigliera Menchini vomita astio, acidità e bile ogni volta che prende la parola- dice Anghelè- tutto questo astio lo posso capire - continua -visto che i suoi 5 anni di amministrazione saranno ricordati solo per la fuga davanti a Striscia la notizia, tre o quattro inaugurazioni di anni scolastici con la preside Cimoli e per i tavoli del turismo a cui veniva sempre richiesta la presenza del sindaco Pucci, perché a lei non veniva riconosciuto nessun ruolo. Credo sia arrivato il momento di farla finita- conclude- con questo atteggiamento acido, ci vuole rispetto per i consiglieri; sto facendo i salti mortali per svolgere il mio ruolo con serietà; la smetta di vomitare tutto quell’acido che ha in corpo». All’attacco personale la consigliera Menchini ha tentato di rispondere, visibilmente scossa, ricordando che dovrebbe essere interesse di una maggioranza seria partecipare in orario alle commissioni consiliari e prendersi la responsabilità di una conduzione alquanto superficiale della propria attività politica. Alla fine il consiglio ha approvato il bilancio consuntivo con 17 voti a favore, gli Arancioni fuori dall’aula e l’opposizione astenuta o contraria. Il resto, per modalità, toni e risvolti, rimarrà una pessima pagina della politica locale.
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