Il Tirreno

il caso

«Aspetto la casa popolare da 7 anni»

La denuncia di una madre: all’ufficio comunale mi hanno offeso

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MASSA. «Aspetto la casa popolare dal 2009. Sono una madre single e nella graduatoria non ne hanno tenuto conto (a livello di punteggio). Non solo, l’altro giorno sono andata all’ufficio casa per chiedere spiegazioni e mi hanno preso a male parole, ero con mio figlio e si è spaventato». A parlare è Cristina Sparavelli, giovane madre, che parla della sua esperienza rivolgendosi al presidente della Commissione Casa Massimo Tognocchi. «Ho fatto la domanda nel 2009 - spiega - a dicembre scorso mi avevano assicurato che era tutto a posto e mi avevano pure detto qual’era la casa che mi avrebbero assegnato. Avevo pure fatto il bando nel 2013, perché così mi avevano consigliato».

L’altro giorno Cristina si è recata all’Ufficio casa per avere delucidazioni e, soprattutto, per vedere a che punto fosse la sua pratica. «Ho visto che avevo solo 13 punti e che non risultavano quelli relativi al fatto che sono una madre single - spiega la signora - Ho chiesto spiegazioni e mi hanno sventolato un foglio davanti dicendomi che, poichè risulto residente, ad oggi, con mio fratelo, non risulto madre single. Così non mi hanno dato i punti per il figlio in graduatoria». E Cristina contesta soprattutto il modo in cui, secondo quanto racconta, l’hanno trattata all’ufficio dove era andata a chiedere spiegazioni. «Mi hanno preso a male parole, hanno alzato la voce davanti a mio figlio piccolo che si è spaventato parecchio. Non mi sembra sia normale questo tipo di comportamento e, soprattutto, mi chiedo: perché non mi danno ancora la casa?»

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