Il Tirreno

l’iniziativa della uil

Un vademecum per evitare le truffe

MASSA. Ti suonano alla porta, apri e all’improvviso squilla il telefono, vai a rispondere e le due gentilissime signorine alla porta entrano e ti mettono a soqquadro casa. Ti chiamano per dirti...

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MASSA. Ti suonano alla porta, apri e all’improvviso squilla il telefono, vai a rispondere e le due gentilissime signorine alla porta entrano e ti mettono a soqquadro casa. Ti chiamano per dirti che tuo figlio sta male, tu lo raggiungi e loro ti distruggono l’appartamento.

Le mille forme della truffa, le mille capacità dei truffatori di “riciclarsi”. Negli ultimi anni le truffe sono aumentate del 12% e a rimetterci sono spesso gli anziani. Ecco allora la Uil, affiancata dall’associazione diritti degli anziani (Ada), scendere in campo, per dare una mano. Il frutto dell’impegno è un vademecum per evitare ogni tipo di truffa. Una decina di pagine con informazioni chiare su tutti i comportamenti da evitare: dalla cattiva abitudine di lasciare le chiavi sotto lo zerbino, a quella di esporre il braccio con l’orologio fuori dal finestrino dell’auto. Regole di buon senso certo, ma spesso anche comportamenti così radicati da diventare abitudine. Il vademecum, realizzato con il patrocinio e la collaborazione dei Comuni di Massa e Carrara, della Provincia e della Polizia verrà distribuito presso le sedi del sindacato e le associazioni degli anziani. È stato presentato ieri mattina, da Mario Cassano, del comparto sicurezza Uil, Vittorio Geloni, segretario Uil, Ada Lombardi, della segreteria pensionati e Franco Giuseppini, coordinatore del comparto sicurezza Uil. A spiegare come difendersi dalla truffe e a ricordare l’importanza di denunciare sono i rappresentanti delle forze dell’ordine, il capitano dei carabiniere Pietro Caprio, il commissario capo Vittoria Radice, la dottoressa Laura Crapanzano dei vigili urbani, la dottoressa Roberta Carpanese, della Prefettura. Alessandro Balloni, assessore al sociale, ribadisce l’importanza del vademecum, a tutela di una fascia debole, «anche se - sottolinea con forza Ada Lombardi - nessuno è esente, nè gli anziani si devono sentire umiliati dalle truffe perché a subirle purtroppo sono anche i giovani». Rolando Bellè, dell’associazione Ada le truffe le conosce bene, raccoglie ogni giorno, nella sede di Romagnano, le storie di chi i truffatori se li è trovati in casa, dall’altra parte del telefono, al cancello: «Il pericolo è dovunque, bisogna imparare a difendersi». Ecco, quindi il vademecum.

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