Sicurezza
L’attacco di Sordi al gestore Gaia
«I suoi debiti li restituisce un po’ alla volta, ai cittadini mette la mora»
AULLA. Paolo Sordi, delegato del Comune di Aulla alle risorse e infrastrutture idriche, interviene sul caso Gaia e in particolare su quanto dichiarato nei giorni scorsi da Giuliano Minuto, che, durante l'Amministrazione comunale di Massa guidata dal sindaco Pucci, sedeva nel cda di Gaia s.p.a., e Gian Maria Nardi, per 6 anni alla vicepresidenza della società per azioni interamente pubblica che gestisce gli acquedotti in quasi tutti i Comuni lunigianesi. Ecco l'attacco di Sordi: «Mi meraviglia Nardi, già segretario del Pds-DS e che io ho sostenuto, quando dichiara che, parole sue, l'azienda è stata "raddrizzata", demansionando anche i lavoratori, invece di ottimizzare ed efficentare l'organizzazione creata: oltre i cittadini, ci rimettono i lavoratori».
E aggiunge: «E' inutile parlare di mancata crescita di un territorio provinciale quando si chiedono a degli anziani 28mila euro per un allaccio idrico e si toglie l'acqua alle mamme! E', semmai, uno scandalo che addirittura un Comune come Aulla sia creditore di 800mila euro nei confronti di Gaia da tempo ed ora li restituiranno un po’ alla volta quando anche vi sono da fare opere importanti come la messa in sicurezza fognaria del quartiere più grande della Lunigiana, che è la Filanda di Aulla; quando ad Olivola il vascone che approvvigiona l'acquedotto e anche certe tubazioni hanno messo in difficoltà la gente; per non parlare della mancanza di acqua in estate a Canova e Gorasco! E gli interessi allora Gaia quando li paga al Comune?». E insiste: «Fanno pagare la mora alla gente, e Gaia invece?».
Paolo Sordi è un fiume in piena nel criticare il gestore idrico.
E aggiunge: «Forse anche Giuliano Minuto si dimentica di quali erano i valori del sostegno che insieme demmo a Roberto Pucci, sindaco nel 2008: la difesa dei deboli e dei servizi contro arroganza politica e mala amministrazione!».
E in conclusione: «Non so cosa ci si possa aspettare che cresca in Provincia: di sicuro il malcontento».
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