Sicurezza
Masterchef, ecco chi è il bambino toscano che punta alla finale
Lorenzo, di Carrara, è uno dei protagonisti di Junior Masterchef. Ama il cacciucco, è uno specialista in torte e ha due avversari: lumache e carote
CARRARA. Lorenzo Biagini ha appena undici anni, ma parla già per metafore che nemmeno un poeta. «È il caso di puntare l’aereo dritto verso il cielo e spaccare le nuvole», dice, parlando di sè, con una flemma e una serenità tali che vien quasi da pensare che, in realtà, sia un adulto. È di Castelnuovo Magra, piccolo comune in provincia di La Spezia, ma vive a Carrara, ed è uno dei concorrenti che puntano dritto alla finale di Junor Masterchef (stasera i “quarti di finale), il talent show culinario in onda su Sky Uno, dove piccoli aspiranti cuochi si battono a suon di ricette, padelle, mestoli e decorazioni. Un gioco più che una sfida, dicono gli organizzatori, anche se, alla fine, c’è solo un vincitore che si aggiudica 15 mila euro di borsa di studio e un viaggio premio con la famiglia nel parco giochi di Dubai. Un gioco dove i piccoli si tuffano nel mondo dei grandi addolcendolo con la loro innocenza, dove imparano a competere senza dimenticarsi la solidarietà e a appassionarsi a qualcosa, facendola crescere, quella cosa; in questo caso la passione cucina.
VIDEO Chi è Lorenzo
Lorenzo non aveva bisogno di imparare a appassionarsi. Aveva già un passione e sa perfettamente cosa vuole fare da grande: lo chef. Si è messo ai fornelli la prima volta all’età di 9 anni, o qualcosa in più. All’età delle prime girate in bicicletta soli con gli amici per le strade di quartiere, delle partite di pallone nel cortile di casa e delle marachelle del “suona il campanello e scappa”. E lui le faceva tutte, quelle cose. E le fa anche ora. Soprattutto giocare a pallone, perché per il calcio ha sempre avuto un po’ la fissa. Ha iniziato a giocare nei pulcini del San Marco di Avenza e adesso gioca con la Perticata, squadra giovanile di calcio di Carrara.
A Carrara frequenta la prima media del Leonardo da Vinci ed è anche uno degli alunni migliori. Nonostante abbia iniziato la scuola venti giorni in ritardo - il programma Sky è stato registrato durante l’estate - la sua pagella è piena di voti alti. E tra i compagni non c’è gelosia. Anzi. In classe hanno appeso orgogliosi gli articoli di giornale che parlano di lui. Sono curiosi, sì. E a ogni puntata gli chiedono maggiori dettagli: «è vero che ci ha messo così poco a fare quel piatto?» «E vero che è così bravo?». E poi, ogni tanto, provano anche a strappargli il segreto dei segreti: chi ha vinto questa terza edizione di Junor Masterchef. E lui se lo tiene dentro, quel segreto, con un senso di responsabilità (per il patto preso con la trasmissione) che a malapena appartiene al mondo degli adulti. Chi lo conosce dice che è un «bimbo intelligente, solare, che si appassiona».
Come alla cucina. Da due anni, nella sua giovane vita, sono entrate le ricette, i sapori, gli odori del cibo cotto sulla padella. «Quando cucino non penso a niente, svuoto la testa. Cucino per rilassarmi»,dice in tivù. Il primo piatto lo ha cucinato per la famiglia: la mamma Francesca, papà Luca e il fratello maggiore, di 13 anni, Nicola. «Un piatto di pasta - ricorda - Mi ha insegnato mia mamma». E quel piatto è bastato per scoprire una passione che molti invece non scoprono mai. «No, non l’ho presa da qualcuno della famiglia - spiega - perché a nessuno di loro piace cucinare più di tanto». Fa una pausa e aggiunge: «È tutta farina del mio sacco». La farina per uno chef è importante.
E allora ecco che il doposcuola è diventato il momento della creatività: gli ingredienti, gli abbinamenti, le ricette segrete. «Ho iniziato con la cucina tradizionale -racconta davanti alle telecamere di Sky - poi sono passato a una cucina più ricercata». La sua specialità: il cacciucco alla livornese “a modo suo”. Un pizzico di pepe, uno di sale, una spolverata di peperoncino, e olio, ma non troppo, e poi il pane, casereccio, e il tocco finale col nero di seppia. «Una volta mentre cucinavo il cacciucco - racconta -mi si è rovesciato il brodo. È stato un vero e proprio disastro». E poi ci sono i dolci: le crostate e il salame di cioccolata son quelli che gli vengono meglio in assoluto. Il punto debole? Le lumache: quelle proprio non vuole cucinarle.
Ma anche le carote alla julienne, maledette così fini e così delicate da tagliare. Alla fine gli è toccato pure farle durante una delle prove di Masterchef. La prova era proprio il “taglio” e ce n’erano di tre tipi: brunoise (dadetti), mirepoix (pallini) e julienne, appunto. E Lorenzo, nell’attesa di sapere come doveva tagliarle, “pregava”: «mirepoix, mirepoix, mirepoix». «Bruonoise? Non so nemmeno cosa sia - dice lui durante il programma - Julienne? Lo odio». Nulla. Alla fine gli è toccato tagliarle alla julienne, le carote. E lo ha fatto pure bene. Perché lui è fatto così: gli piace partire dal basso, appunto, per poi salire su su, come un aereo, verso il cielo e rompere le nuvole. «Non volo nè basso nè alto - dice lui - volo a metà quota». Ed è così che si raggiungono i sogni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
