Il Tirreno

Tutti a lezione dai partigiani

di Gianluca Uberti
Tutti a lezione dai partigiani

«Speriamo non torni quello che abbiamo passato noi» Tensione per lo striscione pro Marò finito in testa al corteo

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AULLA. Una giornata della Liberazione dedicata al ricordo e a quel “non dimenticare” - attraverso le parole dei partigiani premiati in piazza del Comune ad Aulla - che diventa prezioso per il futuro. E un corteo provinciale, ai tre monumenti dei caduti, con qualche tensione: al centro delle polemiche è finito lo striscione dedicato alla liberazione dei Marò ( Massimiliano Latorre e Salvatore Girone) fatto sfilare dall’Associazione marinai della Lunigiana.

Polemiche per lo striscione pro marò. Motivo del contendere, nella sfilata attraverso le strade di Aulla, è stata proprio la posizione, all’interno del corteo, dello striscione pro Marò: subito dopo i gonfaloni dei Comuni e le istituzioni, prima dei labari delle associazioni combattentistiche. Una disposizione non assegnata ma che l’associazione avrebbe occupato spontaneamente, dopo aver chiesto il consenso a poter sfilare. Anche se, in verità, sembra che la partecipazione fosse già stata annunciata al Comune.

Fatto sta che quello striscione fra le prime file del corteo non è stata gradita dai partigiani che hanno quindi invitato i rappresentanti dell’Associazione marinai a indietreggiare. E lo hanno ripetuto a più riprese durante la sfilata. Tutto qui, nessuna polemica, ma quindi solo l’invito, nella giornata dedicata alla Liberazione, a lasciare spazio in testa al corteo alle associazioni partigiane.

Le parole dei protagonisti. E sono stati proprio i partigiani, le loro facce e le loro storie, i protagonisti della mattinata.

«Speriamo che non torni quello che noi abbiamo passato da giovani...».

È in queste semplici parole del partigiano Marcello Angiolini di Zeri, classe 1925, che risiede lo spirito più autentico del 25 aprile, il giorno in cui l'Italia fu liberata dall'occupazione nazifascista 71 anni fa. Ieri mattina, ad Aulla, si è svolta la manifestazione provinciale in cui si festeggiava la Liberazione e ascoltare la voce tremante per l'età avanzata, ma salda nei principi antifascisti, di chi ha sacrificato i propri anni migliori, quelli della gioventù, per regalarci la libertà, e' sempre emozionante.

C'è sempre da imparare, infatti, da chi, come il partigiano Giulio Cocchi di Caprigliola di Aulla, classe 1929, afferma di «non avere più dormito in un letto fino al 25 aprile 1945, dovendo stare nei boschi a combattere i tedeschi».

Stessa sorte capitata a Pietro Cucchi di Stadano di Aulla, anch'egli classe 1929. Ed a decine di partigiani combattenti sono state consegnate le medaglie della Liberazione ieri mattina in uno dei momenti più toccanti della manifestazione provinciale per il 71' anniversario della Liberazione.

La cerimonia. Prima della consegna delle medaglie, ovviamente, sono intervenute le istituzioni.

La prima a parlare dal palco di piazza Gramsci, dove erano schierati sindaci e assessori di tutti i Comuni lunigianesi, e' stata il sindaco di Aulla, Silvia Magnani: «Oggi la società è soggetta a derive ed è attraversata da paure e sconvolgimenti, ma dimenticare la lezione della storia sarebbe colpa grave, perché solidarietà e fiducia nella democrazia sono ancora oggi elementi fondanti della nostra società e celebrare il 25 aprile significa assumere un preciso impegno in difesa della Costituzione« ha sottolineato il primo cittadino aullese, la quale ha paragonato il 25 aprile a un albero con le radici nella storia e i rami protesi verso la democrazia e l'uguaglianza. La parola è, poi, passata al prefetto di Massa Carrara, Giovanna Menghini: «Il '900 è stato un secolo terribile, sconvolto da due guerre mondiali che hanno causato immense tragedie, e onorare la nostra Costituzione e i principi di pace e rispetto e' il modo migliore per celebrare il 25 aprile. Quindi, non deve essere solo un rituale, ma occorre viverlo cercando di rafforzare le coscienze». Della cultura come fattore di crescita ha parlato il presidente della Provincia di Massa Carrara, Narciso Buffoni, mentre il consigliere regionale Giacomo Bugliani ha fatto cenno alla funzione sociale della cultura e ha voluto ricordare la figura del nonno partigiano, scomparso due anni fa.

È intervenuto, quindi, il presidente provinciale dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, Alessandro Conti, che ha incentrato il suo intervento sull'oggi e sulla necessità di combattere i gruppi neofascisti che stanno rinascendo.

Infine, spazio all'orazione ufficiale del sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri.

«L'Europa deve essere più forte nei valori e nelle libertà, anche rispetto a quello che sta accadendo nel Mediterraneo, perché bisogna partire dal valore della vita e del rispetto- ha sottolineato Ferri - Quindi, no al buonismo, sì al valore della persona umana. Prendiamo esempio dai nostri padri costituenti, all'insegna della legalità, del rispetto delle regole e dell'accoglienza».

Ma la chiusura, prima della consegna delle medaglie, è stata affidata a una studentessa delle scuole superiori, Rebecca Adorni, alla quale è stata consegnata una copia della Costituzione italiana, a testimoniare l'importanza del lascito dell'antifascismo alle giovani generazioni.

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