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Sicurezza: i cavatori incrociano le braccia

Sicurezza: i cavatori incrociano le braccia

Giovedì sciopero del settore lapideo. I Cobas: revoca delle concessioni a chi non rispetta le norme

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CARRARA. Giovedì prossimo, 28 aprile, in occasione della Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro, la Confail Failclea già Cobas Marmo dichiara per la provincia di Massa Carrara lo sciopero di otto ore di tutte le categorie. I lavoratori del settore lapideo incroceranno le braccia per l'intera giornata, per ricordare i due operai morti a Carrara e chiedere interventi straordinari in materia di sicurezza nelle cave, primo fra tutti la revoca delle concessioni alle imprese che non rispettano le norme di sicurezza.

«L'Osservatorio Indipendente di Bologna sulla sicurezza comunica che da Gennaio ad oggi in totale si contano 170 morti sul lavoro. Siamo di fronte a delle cifre impressionanti, che impongono una riflessione seria ed un'azione immediata per riportare al centro dell'attenzione il diritto alla salute e alla sicurezza del lavoro- si legge nella nota firmata dal segretario dei Cobas Dino Novembri - Occorre rendersi conto che "promuovere la prevenzione e la formazione non basta se contemporaneamente non si intensifica la lotta all'irregolarità e all'elusione delle regole. Occorre rafforzare controlli e sanzioni, agire per rendere i luoghi di lavoro sicuri , soprattutto nelle cave, che sono i luoghi più esposti al rischio di incidenti gravi e gravissimi e di malattie professionali come la generosi per il continuo uso dei martelli pneumatici e i tumori della pellemelanomI per la forte esposizione ai raggi solari . Occorre intervenire sul sistema delle pensioni, perché non è possibile che chi lavora nelle cave vada in pensione a 62 anni di età oppure lavorare per 43 anni, l'usura fisica ai cavatori si manifesta già dopo i trent'anni di lavoro ; qui obbligatoriamente bisogna imporre ai datori di lavoro il versamento all'Inps per i loro dipendenti la marca pesante come dispone la legge 5/60 delle miniere, ecco perché oggi, per l'ennesima volta , chiediamo al governo di rivedere per questa categoria la proposta di modifica della legge n° 5 del 3 gennaio 1960 che la nostra organizzazione sindacale ha portato in parlamento dal 1992 tramite i diversi gruppi parlamentari a tutti i governi che si sono succeduti fino ad oggi». «Questi cavatori debbono andare in pensione prima- si chiude la nota - La sicurezza inizia dalla qualità e regolarità delle imprese. Chiediamo azioni concrete, subito».

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