Sicurezza
«In strada per il futuro dei nostri figli»
Nuova protesta ad Albiano Magra contro la ditta Costa, in prima fila le donne con la loro determinazione
ALBIANO MAGRA. Con il ritorno della bella stagione, le strisce pedonali sotto il cavalcavia dell'autostrada ad Albiano Magra sono tornate ad essere percorse avanti e indietro dagli albianesi che chiedono la chiusura della ditta Costa.
Già ieri mattina, con la fortuna di essere baciati dal sole, gli albianesi anti Costa hanno affisso uno striscione con la scritta "Ora basta!" a bordo strada ed hanno ridato vita alla modalità di protesta che li ha portati sotto le luci della ribalta, ovvero la passeggiata avanti e indietro sulle strisce pedonali per creare rallentamenti nel traffico automobilistico e non fare diminuire l'attenzione sulla loro battaglia.
Erano circa una settantina e, a parte qualche colpo di clacson di automobilisti impazienti e poche grida di disapprovazione dalle auto, tutto si è svolto nel modo più pacifico, come sempre accaduto in passato d'altronde, con i leader della protesta, in particolare Walter Moretti e Roberto Cipriani, che si alternavano al megafono e l'inno di Mameli "sparato" a tutto volume.
Naturalmente non mancavano gli slogan urlati al megafono: "Noi Costa non lo vogliamo", "Vergogna" i più gettonati. Al tempo stesso, però, dalla Questura, secondo le voci raccolte per strada, si starebbe valutando di passare alla linea dura contro i manifestanti nel caso in cui questi determinassero veri e propri blocchi del traffico, con denunce che potrebbero partire all'indirizzo di chi protesta.
Ieri mattina, ad onor del vero, il dispiegamento delle forze dell'ordine, soprattutto Carabinieri, è stato molto sobrio, visto che mancavano totalmente le camionette della Polizia di Stato con gli agenti in tenuta anti sommossa, presenti in diverse occasioni nelle mobilitazioni dello scorso autunno: una immagine ben stampata nella mente degli anti Costa.
Ieri mattina, inoltre, a non mancare fra i manifestanti erano tante donne e ad alcune di loro abbiamo chiesto da dove proviene la tenacia con cui, da anni, conducono questa battaglia. La risposta è stata una sola: il futuro dei bambini. Sia che si tratti di figli o nipoti, infatti, il pensiero è andato ai più piccoli e all'ambiente che verrà lasciato loro.
Lo hanno detto chiaramente Serenella Capetti, Antonella Ferrarini e Maria Rosa Rosini. «Per loro, per i più piccoli, proseguiremo la nostra lotta» ha affermato Serenella Capetti. «Dobbiamo difendere la salute dei bambini dal troppo rumore e dalla troppa puzza, senza contare che ci sono discariche abusive ovunque» ha sottolineato Antonella Ferrarini.
«Ho quattro nipotine, di cui la più grande ha 6 anni e mezzo, e sono qui per loro e per tutti i bambini di Albiano Magra» ha precisato Maria Rosa Rosini.
Parole pronunciate mentre quest'ultima brandiva una bandiera italiana, simbolo che vuole essere di legalità per i manifestanti anti Costa, simbolo spesso umiliato e offeso da tanti, da troppi.
Infine, dal megafono veniva dato appuntamento al prossimo sabato mattina ad Aulla, in occasione della seduta del consiglio comunale, che presenta all'ordine del giorno l'istituzione della commissione consiliare per il monitoraggio delle attività della ditta Costa Mauro s.a.s..
Ricordiamo che la lotta degli albianesi anti Costa ha avuto una decisa impennata dopo il 4 ottobre scorso, quando si verificò l'ultimo rogo presso il capannone A dell'impianto di lavorazione dei rifiuti.
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