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La Porto di Carrara rivendica i suoi spazi

La Porto di Carrara rivendica i suoi spazi

Presentata la richiesta di concessione per le banchine Fiorillo e Taliercio. Deciderà il comitato portuale

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CARRARA. Prima il monopolio. Ora la Porto di Carrara spa rivendica i suoi spazi, come un operatore qualsiasi.

Lo fa con una richiesta ufficiale di concessione (della durata di vent’anni) per le banchine Fiorillo e Taliercio.

Una vera e propria svolta nel modus operandi della società di Enrico Bogazzi, di cui il dottor Paolo Dello Iacono è amministratore delegato. La richiesta ufficiale è arrivata sul tavolo dell’Autorità portuale. Martedì prossimo il comitato portuale dovrà esprimersi in proposito.

Insomma un momento delicatissimo per la Porto spa che comunque non ha mancato di fare il suo in bocca al lupo al nuovo operatore portuale, il gruppo Grendi: «L’auspicio è che vada tutto secondo quanto prospettato nell’istanza di concessione. Ben venga un nuovo operatore che non fa concorrenza alla Porto di Carrara».

Per l’amministratore delegato Dello Iaocno è tempo anche di una riflessione. Dove non manca un po’ di autocritica. «Mi rammarico della poca dialettica che la Porto ha avuto con le istituzioni e con la città - ammette - Spesso l’attività della Porto non è passata come avrebbe dovuto. Faccio un esempio: l’altro giorno abbiamo caricato con le gru portuali un pezzo Ansaldo da 350 tonnellate. Lo ripeto, lo abbiamo fatto con i nostri mezzi, ma magari queste cose le sanno solo gli addetti ai lavori».

L’amministratore delegato di porto spa tocca poi un tasto fondamentale, quello dei posti di lavoro.

«I dipendenti diretti, ad oggi, sono 140 - comincia col mettere in chiaro Dello Iacono - con un monte salari (si intende la somma di stipendi contributi etc) che nel 2015 era di otto milioni e mezzo di euro».

Grandi numeri e un messaggio importante che arriva dallo stesso amministratore delegato della Porto. «È per andare avanti e mantenere i posti di lavoro che la società ha avanzato la richiesta delle concessioni - precisa- per quella zona del porto dove ha sempre lavorato e investito, questo magari è bene rammentarlo, 60 milioni di euro».

Non solo, la Porto spa ha fatto un passo importante anche verso la disponibilità nei confronti dell’Authority. «La banchina Chiesa è destinata ai traffici crocieristici - spiega - ma noi abbiamo dato la disponibilità, qualora ce ne fosse il bisogno, ad ospitare anche nella Taliercio le grandi navi».

Insomma la Porto i suoi passi li ha fatti. Il primo quello della richiesta delle concessioni.

Adesso è solo questione di giorni. Martedì prossimo si riunirà il comitato portuale che dovrà mettere ai voti, e quindi esprimersi sulla richiesta presentata da quello che, fino a pochi mesi fa - e per oltre trent’anni - è stato l’unico operatore del porto di Marina.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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