Gioco
«Grendi ci ha portato un posto di lavoro»: parlano i neo assunti
Primo attracco tecnico alla banchina Buscaiol della nave Stena I fratelli Musso: nessuna invasione di camion ma tanto indotto
CARRARA. C’è Simone Caracciolo, 23 anni di Avenza. Sotto l’acqua con la tuta arancione e il caschetto bianco in testa saluta, con l’arrivo del gruppo Grendi in porto il suo posto di lavoro “fisso” come operatore nel piazzale. «Dal 2012 fino ad oggi lavoravo qui nello scalo con un’agenzia interinale, a chiamata. Ho mandato il curriculum al gruppo Grendi e eccomi qui - spiega Simone - finalmente un po’ più di sicurezza».
C’è Maurizio Bogazzi, 28 anni di Marina di Carrara. «Sì me lo hanno chiesto anche al colloquio ma non sono parente dell’armatore - scherza - anch’io collaboravo già con il porto, ma sempre con un’agenzia interninale, quindi non un posto fisso. Prima non c’erano grosso opportunità di lavoro, per me questa è una grande occasione. Anche per il mio futuro personale, sono fidanzato e fino ad oggi non ptoevo fare progetti».
C’è anche Luca Bertieri, 36 anni. Scende da uno dei mezzi in movimento nel piazzale del porto, e si mette a parlare sotto la pioggia. «Oggi è una buona giornata per me, anche se piove, è uguale» dice. Luca lavorava già come autista di linea, lontano da Carrara. Poi ha vissuto una parentesi come soccorritore sulle piste da sci. E adesso, grazie all’arrivo del gruppo Grendi come secondo operatore del porto di Marina di Carrara, è tornato a casa. «Un lavoro qui, a Marina- commenta - Non ci speravo più, convivo con la mia compagna, ora potremmo pensare anche a un figlio».
Tre facce. Tre storie. Tre nuovi posti di lavoro creati, in porto, dall’arrivo del gruppo Grendi dei fratelli Alberto e Costanza Musso. In realtà i neoassunti sono quattro (ieri per le prove generali non erano necessaria la presenza di tutti): tre per le operazioni di imbarco e un autista. La prossima settimana ne verrà concretizzata un’altra, sempre per il piazzale e il carico merci. Di curricula ad oggi ne sono arrivtai 120, e una buona parte sono di donne, per il profilo professionale da impiegato, uno di quelli ricercati per il polo di Marina di Carrara dove nella mattinata di ieri, sotto a una pioggia battente ha attraccato, per la prima volta la nave Stena, spezzando trent’anni di monopolio da parte della Porto spa di Enrico Bogazzi.
A sorvegliare tutte le operazioni c’erano Antonio e Costanza Musso: «Abbiamo avuto un’accoglienza calorosa dagli operatori del porto anche per questa che era una “toccata tecnica”, una sorta di prova generale. Il traffico vero e proprio comincerà mercoledì prossimo».
Intanto ieri mattina la nave Stena è attraccata in panchina intorno alle 9 ed è ripartita nemmeno un’ora dopo, scaricando solo “sei” pezzi. In un anno di “toccate” ne sono previste 150: quasi il 50% in più rispetto al traffico tradizionale.
E di camion in porto, lo hanno ribadito anche ieri i fratelli Musso, non ne arriveranno più di un centinaio al giorno.
«Non ci sarà un’invasione di mezzi pesanti, questo lo abbiamo detto fin dall’inizio - spiega Alberto Musso - e, soprattutto, arriveranno la notte e partiranno la mattina presto proprio per evitare l’impatto con la viabilità di città». E Costanza Musso replica alle critiche sul traffico ro-ro,definito “obsoleto” da chi non vede di buon occhio la nuova attività in porto. ««Le navi ro ro - spiega - sono utilizzate dia più grandi armatori italiani come Grimaldi e Orlando - sottolinea - Sono le navi che si usano nel Mediterraneo, è la tecnica più diffusa e quella adatta per strutture come questa di Marina di Carrara».
Insomma la linea dei fratelli Musso del gruppo Grendi è quella di tenere lontano le polemiche e puntare alla concretezza. Anche quando si parla dell’indotto.
«Da Vado ligure abbiamo trasferito qui, e ci resteranno fino a fine maggio, nove nostri dipendenti che formeranno il nuovo personale - spiegano i Musso - Abbiamo fatto una convenzione con un albergo della zona (la Tenda rossa) e si tratta di persone che frequenteranno bar e ristoranti di Marina».
E le ricadute previste sul territorio sono molto più ampie. «Per i lavori che dovremmo eseguire a livello di infrastrutture, come previsto dalla convenzione siglata al momento di ottenere le concessioni - continuano i patron del gruppo Grendi - ci rivolgeremo alle aziende e agli operatori locali. Non ci porteremo certo il personale e gli addetti ai lavori da Genova».
Insomma, un battesimo bagnato per il primo attracco in porto del gruppo Grendi, ma, come vuole la tradizione, fortunato per il territorio. In termini di ricadute occupazionali, quelle che già ci sono e quelle che si saranno, e di indotto.
Una rivoluzione dopo trent’anni di monopolio. Con gli auguri dell’armatore Enrico Bogazzi: «Lo abbiamo sentito anche ieri, ci ha rinnovato l’in bocca al lupo proprio come aveva fatto mesi fa» conclude Alberto Musso.
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