Sicurezza
Si aprono le danze Lo Spino è Fiorito
Al via la manifestazione al Malaspina tra dame e cavalieri Il primo brindisi è quello dei tecchiaioli appesi ai bastioni
MASSA. Un minuto di silenzio per ricordare Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, i due cavatori morti pochi giorni fa sotto una frana nel bacino di Colonnata a Carrara. Non poteva che iniziare così Spino Fiorito, edizione 2016, mentre i tecchiaioli scendevano da una parete del castello Malaspina, riproducendo, con in mano bicchieri e bottiglia, quella pratica così pericolosa e così importante, che ancora oggi si vede fare sulle montagne apuane. Spino Fiorito, la mostra delle “Piccole Italie del bicchiere”, si è aperto con il brindando “appesi” sul maniero più famoso della provincia, in una giornata un po’ uggiosa, ma suggestiva e ricca di sensazioni forti.
«Qui c’è la nostra storia -ha detto il presidente della Provincia di Massa Carrara Narciso Buffoni - il vino prodotto dalle nostre terre, dame e cavalieri, sbandieratori, i nostri contadini, le nostre tradizioni. Con orgoglio la Provincia passa il testimone di questa manifestazione al Comune di Massa, perché possa continuare ad organizzarla, sempre più ricca e sempre più bella». «Guardando i tecchiaioli brindare dal castello -ha aggiunto Volpi - non potevamo che rivolgere un pensiero a chi sulle nostre montagne continua a morire, per motivi non più accettabili; ma Spino Fiorito è una festa, una grande opportunità per il nostro territorio e come tale dobbiamo celebrarla, sperando nella clemenza del tempo, e nella venuta di tanta gente».
L'inaugurazione è partita da Palazzo Ducale, con gli sbandieratori e il corteggio storico di figuranti in abiti settecenteschi, diretti verso il castello Malaspina, con i tamburi battenti, tra danze rinascimentali e sfilate. Tra le novità di questa edizione, a cui hanno lavorato con grande spirito di iniziativa e dedizione i giovani assessori del comune di Massa Gabriele Carioli alle attività produttive ed Elena Mosti al turismo, c’è l’apertura di Palazzo Nizza e dell’Ostello del pellegrino, per dare assistenza e informazioni sulla manifestazione a cittadini e turisti: «Per quattro giorni ci aiuteranno con l’accoglienza - ha spiegato Elena Mosti- e a noi piacerebbe che un giorno diventassero un punto fisso di informazione turistica».
Al taglio del nastro hanno partecipato anche il Procuratore Aldo Giubilaro e il sottosegretario alla giustizia Cosimo Ferri che poi si sono lasciati cullare dal gustoso “giro di rito” attraverso gli stand dei produttori locali e nazionali, venuti a Spino Fiorito per far assaggiare le loro migliori bottiglie. «Si beve consapevolmente - ha specificato Maria Cristina Volontè, presidente dell’istituto Valorizzazione Castelli, con cui il comune di Massa ha organizzato la manifestazione - le regole sono rigide, non vogliamo vedere ubriachi, solo degustatori».
A migliaia i bicchieri venduti ai piedi del castello, firmati “Spino Fiorito”, segno distintivo della manifestazione, da appendere al collo con la tasca color vinaccia. Ogni sorso vale oro, come ha ricordato anche il Grillo parlante, ovvero Andrea Grillotti, cantore ufficiale della manifestazione da tre edizioni: «Non se ne butti neanche una goccia - ha recitato ieri mattina durante l’inaugurazione - sarebbe come far peccato; l’acqua si usa per vasca e doccia, il vino si beve tutto d’un fiato». E così hanno fatto e stanno facendo i primi visitatori della fiera, tra gli stand del vino, cantine prestigiose, annate strepitose. Mai bere a stomaco vuoto però: a Spino Fiorito è il tripudio anche dei prodotti tipici della provincia, tra salumi e formaggi che ritroverete soltanto a casa dei contadini di Lunigiana, pani e focacce, i dolci dal sapore antico, come la Spongata, ma anche i bomboloni appena fritti, e i piatti caldi come testaroli e panigacci. Così lo Spino, da sempre a cadenza biennale, ha compiuto i suoi primi nove anni di vita, da quando nel 2000 l’allora presidente della provincia, anche assessore all’agricoltura Franco Gussoni, si inventò una manifestazione che avesse lo scopo di valorizzare le piccole produzioni locali, perché rimanessero per sempre presidi per il mantenimento delle identità territoriali. Fino ad oggi: dice il Grillo parlante « dieci anni son andati tra gioie e guai; la memoria muta col vino, ma il primo Spino non si scorda mai».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
