Il Tirreno

Dodici milioni di euro per far ripartire Carrara

Cinzia Chiappini
Dodici milioni di euro per far ripartire Carrara

Dai laboratori e la gipsoteca dell’Accademia di Belle Arti a palazzo Saffi Restano fuori l’ex mercato coperto di Avenza e il campo profughi di Marina

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CARRARA. Per festeggiare si dovrà attendere il 2017, quando la Regione Toscana rivelerà l'elenco degli 8 comuni che si sono aggiudicati il finanziamento da 50 milioni di euro (complessivi) del Bando Por CreO, ma intanto arriva una prima buona notizia sul Piu presentato a fine dicembre dall'amministrazione carrarese. Il Progetto di Innovazione Urbana Com_Unity messo a punto da Piazza Due Giugno insieme al mondo delle associazioni di categoria, del volontariato e del settore socio-culturale ha superato la prima fase di un percorso lungo e articolato che, ha spiegato il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, «non è materia di fine legislatura ma sarà realizzato dalla nuova amministrazione».

«Se tutto andrà in porto come speriamo, entro il 2021 i progetti saranno completati»ha aggiunto la vicesindaca Fiorella Fambrini sottolineando la bontà e la tempestività del lavoro svolto dagli uffici comunali e la collaborazione degli assessorati al Turismo e alla Cultura, guidati da Riccardo Coppola e Giovanna Bernardini. Insomma a raccogliere i frutti di questa iniziativa non sarà certo l'amministrazione in carica che però intanto festeggia l'ammissione del suo Piu alla seconda fase dell'iter, insieme ad altri 21 comuni toscani e con la sola bocciatura di Pescia. Il budget complessivo del progetto è di 50 milioni di euro e la nostra città ha presentato interventi per circa 12 milioni di euro, il doppio della soglia minima prevista dal bando. In effetti di cose da fare in centro città ce ne sono davvero tante, a iniziare dal recupero di importanti pezzi del patrimonio immobiliare del municipio, dalla riqualificazione dell'arredo urbano e perchè no dalla sistemazione dei tanti fondi abbandonati anch'essi di proprietà del comune.

I progetti inseriti nel Piu carrarese sono 12 e hanno tutti importi importanti. I principali sono quelli che riguardano il recupero di Palazzo Rosso e di Palazzo Pisani che con interventi da circa 2.5 e 2,6 milioni di euro saranno destinati a ospitare le associazioni che operano nel settore della cultura e del sociale. Un'altra "fetta grossa" del Piu riguarda l'Accademia di Belle Arti, con 1,2 milioni di euro richiesti per la sistemazione dei laboratori e altri 530 mila per la gipsoteca. In cantiere c'è poi la riqualificazione della ex Caserma Dogali che con poco meno di 1 milione di euro, diventerà sede di progetti quali il "co-housing" e il "Dopo di noi" e ancora il recupero di via Verdi per 1,3 milioni di euro e di alcuni locali in piazza del Duomo da destinare ad attività socio culturali con un investimento da 440 mila euro. Il 30% del Piu doveva poi riguardare, da bando di gara, l'efficentamento eco-energetico della città: e così 1 milione di euro è stato chiesto per gli interventi su palazzo Saffi, 500 mila euro per l'installazione di un sistema di illuminazione intelligente in centro città e altri 427 mila euro per mobilità sostenibile, con la realizzazione di parcheggi scambiatori.

Nella lista degli interventi da finanziare non compaiono i progetti per la realizzazione della ciclabile sulla ex marmifera, la riqualificazione dell'Ex Mercato Coperto e della sala Amendola di Avenza né il recupero della struttura dell'ex campo profughi di Marina di Carrara: «La zona bersaglio del bando è il centro storico e su quello arriveranno eventualmente i finanziamenti. Il resto rientra nella voce "progetti di sviluppo futuro", ovvero interventi legati al Piu ma da finanziare attraverso altri bandi» ha precisato Zubbani. Intanto, per sapere se e quanti degli interventi sul centro città saranno realizzati, si dovranno superare almeno altri due step, il primo in calendario a settembre, quando l'amministrazione carrarese dovrà spiegare alla Regione le ricadute "sociali" delle opere proposte visto che l'obiettivo dichiarato del Piu è quello di rilanciare il tessuto socio-culturale delle zone bersaglio. Cosa di cui il centro storico di Carrara ha quanto mai bisogno visto che non beneficia di investimenti importanti ormai dai tempi di Urban.

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