Sicurezza
Ansaldo Energia punta gli occhi su Massa
Il colosso genovese sta valutando l’insediamento in alcune aree della zona industriale per produrre mega turbine
MASSA. Ansaldo Energia il terreno se l’è già preparato e a Massa, in zona ex Dalmine, ha impiantato un primo insediamento produttivo: qualche decina di dipendenti e la volontà di guardarsi intorno. Uno sguardo accurato alla zona industriale che già ha consentito al colosso genovese, guidato da Giuseppe Zampini (presidente anche di Confindustria Genova), di individuare alcune aree in cui l’insediamento potrebbe essere ampliato.
La notizia di un possibile investimento di Ansaldo Energia a casa nostra arriva da un articolo del Sole 24 Ore, a firma di Raoul de Forcade. L’articolo riguarda l’accordo siglato a Genova da Ansaldo Energia e Ilva, accordo con cui proprio Ilva cede alcune aree per consentire l’ampliamento di Ansaldo nel capoluogo ligure e - spiega il giornalista - evitare che quell’ampliamento venga concretizzato, invece, in terra apuana. Insomma, la liguria sta facendo di tutto per tenersi Ansaldo Energia e l’accordo ne è la conferma tanto che Massa rischierebbe adesso di rimanere fuori dai giochi. Il condizionale è d’obbligo perché c’è chi garantisce e che la partita è ancora aperta e assicura che Ansaldo Energia punta comunque - accordo e o non accordo - alle aree industriali di Massa per l’assemblaggio di mega turbine a gas. I vertici dell’azienda sono stati in città più di una volta, hanno visitato la zona industriale, incontrato le istituzioni. Il colosso genovese avrebbe già incontrato anche l’associazione industriale e il Nuovo Pignone. General Electric ed Ansaldo avrebbero, infatti, valutato la possibilità di una sinergia. In effetti - si legge nell’articolo del Sole 24 Ore - l’attività per cui Ansaldo ha bisogno di nuovi spazi è quella «ereditata da Alstom, dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte della General Electric la quale ha dovuto procedere alla cessione di quella produzione dietro indicazione dell’Antitrust di Bruxelles».
Insomma nessuna concorrenza, piuttosto la possibilità di contribuire, insieme, ad un ulteriore potenziamento della logistica e del sistema dell’ indotto.Proprio logistica e viabilità avrebbero convinto - o comunque motivato - Ansaldo Energia a buttare lo sguardo sui terreni liberi in zona industriale. In particolare un asse viario che permette un facile accesso sia alla rete autostradale, sia alle banchine del porto di Marina di Carrara. Il colosso avrebbe “censito” la disponibilità di aree in quel di Genova e a Massa e verificato che lo spazio per un insediamento in terra Apuana non manca. Di certo ad Ansaldo Energia l’amministrazione stenderebbe i tappeti rossi, riconoscendo nella presenza del colosso genovese un’occasione da non perdere per il mercato del lavoro e un contributo importante per la creazione di un polo di alta meccanica a Massa. Polo che ha nel Nuovo Pignone il suo capofila.
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Certo l’accordo, tutto in casa genovese, tra Ilva e Ansaldo Energia, rimescola un po’ le carte, ma a quanto pare, gli occhi della società sono ancora puntati su Massa e su alcuni aree libere della nostra zona industriale. Alle istituzioni - locali e regionali - il compito di giocarsi la partita
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