Il Tirreno

«Troppi camion: al Paradiso è un inferno»

di Francesca Vatteroni
«Troppi camion: al Paradiso è un inferno»

La protesta degli abitanti per il traffico pesante nel Lungomare: «Appena ristrutturata casa è apparsa una crepa»

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CARRARA. Rumore, stress, inquinamento atmosferico con cattivi odori che entrano e si spargono per la casa. «Una situazione invivibile», assicurano Rosanna Pardini, Francesca Cupini e Paola Isoppi, che abitano rispettivamente al primo, al secondo e al terzo piano del palazzo di via Genova 33 bis a Marina di Carrara, palazzo che si affaccia però anche sul parallelo viale Cristoforo Colombo. Anche il signor Ezio Renato Bugliani, insegnante in pensione, che abita nella casa accanto al loro palazzo sempre sul viale Colombo, si unisce al coro: «È dal ’93 che abito qua e i camion sono sempre passati, ma sono quattro o cinque anni che passano in maniera esagerata. Trema tutta la casa: passano dei bestioni che hanno certi freni che fanno un fracasso insopportabile. Com’è possibile? Se avessero un po’ d’amore per il turismo non li lascerebbero transitare: li fermano solo per un mese d’estate».

Gli fa eco Rosanna Pardini, anche lei insegnante in pensione: «È un problema che si trascina da anni ma che da qualche tempo a questa parte è aumentato: il tremolio, i vetri che vibrano, i lampadari che oscillano, come se ci fosse il terremoto tutti i giorni; ne passano decine e decine al giorno: mattina e pomeriggio, incessantemente. Poi sospendono da metà luglio a fine Agosto. Ma io mi chiedo: se il problema si può risolvere per un mese, perché non si può risolvere per sempre?».

«Molti dei camion arrivano dalla direzione di Marinella, - precisa Paola Isoppi- alcuni arrivano dalla direzione monti scendendo giù dal viale Galilei, ma comunque tutti sono diretti al porto. Passano carichi di laterizi, di blocchi di marmo molto grossi, container. Vanno a gran velocità oltretutto: passano Pedrini & Mortali srl oppure Luciani, su alcuni container compaiono caratteri orientali, forse cinesi».

«Sono 40 anni che abito qui- insiste Paola- e i camion sono sempre transitati ma non con questa intensità. Uno può pensare a qualche carico di nave eccezionale: ma qua tutti i giorni è uguale. Sono anche stata in comune e ho parlato con l'assessore alla mobilità e al traffico Benedini. Lui mi ha detto che è difficile ridurre il traffico ma che poteva mandare delle pattuglie di vigili per controllare che venisse rispettata la velocità. Ed è un fenomeno che non si spiega: una volta i camion facevano la Dorsale, per arrivare al porto: uscivano al casello autostradale di Massa e facevano la zona industriale. Ma adesso? È possibile che escano al casello di Sarzana e poi passando da Marinella arrivino qua. Ma così facendo stanno rovinando una zona residenziale: il manto stradale sul viale è danneggiato, noi qua siamo il cuore della zona turistica di Marina».

Quella è la zona che i carrarese chiamano Paradiso, di nome e di fatto: davanti alla spiaggia, palazzine ristrutturate, una qualità della vita alta. Escluso i camion. E non si tratta solo di cattivi odori e smog.

L’amministratrice del condominio, Paola Dell’Amico, spiega anche come tre anni fa, vennero fatti sulla facciata del condominio e sull’attico solare (cioè la terrazza sul tetto del palazzo) delle opere di ristrutturazione.

Ma subito dopo la ristrutturazione, durante il primo anno successivo ai lavori, si accorsero che c’erano delle mattonelle che si stavano lesionando.

A quel punto chiamò la ditta che aveva messo in posa le mattonelle la quale certificò che il lavoro era stato fatto a regola d’arte seguendo il protocollo che fornisce di solito il venditore di mattonelle per la messa in posa e chiamò anche il tecnico della ditta che aveva venduto loro le mattonelle, il quale a sua volta certificò che si trattava di materiale di qualità e che le microlesioni che si stavano creando erano dovute probabilmente ai movimenti del fabbricato.

«Poi - commenta laconica l’amministratrice del condominio- se dipendano dal passaggio dei camion o da altro non si può dire, fatto sta che non so spiegarmi il perché di queste lesioni comparse subito dopo i lavori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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