Il Tirreno

Ma i lavori all’edificio non si fermano

Ma i lavori all’edificio non si fermano

Il contenzioso riguarda la realizzazione dell’impianto crematorio, non del manufatto che lo ospita

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CARRARA. È attesa per le prossime ore la decisione del Tribunale regionale amministrativo della Toscana sul ricorso contro l'affidamento dei lavori per la realizzazione del forno crematorio di Turgliano. Il contenzioso riguarda in particolare i criteri di valutazione degli aspiranti appaltatori.

La società Gemma, uscita soccombente dalla gara, ha infatti contestato l'iter e in particolare le procedure di assegnazione dei punteggi che hanno portato all'individuazione del vincitore, ovvero la Ciroldi Spa: si tratta di due ditte specializzate nel settore che hanno partecipato al bando per installare l'impianto di cremazione nella costruenda struttura adiacente il cimitero di Turgliano. Si tratta di un'opera da 1.4 milioni di euro progettata da Amia e Apuafarma dotata di un impianto di adduzione del gas da 600 kW, per cui è già contemplata l'ipotesi di un raddoppio della potenza fino a 1200kw.

Secondo le dichiarazioni rilasciate dall'amministratore unico di Apuafarma Fabrizio Volpi, l'impianto sarà in grado di effettuare 8 cremazioni al giorno, per un totale di circa 2 mila l'anno. Il contenzioso al Tar si è aperto proprio tra le due ditte che si sono candidate a realizzare l'impianto, un’opera specialistica che ovviamente deve essere realizzato da soggetti competenti: il pronunciamento del Tribunale amministrativo è atteso a stretto giro ma intanto i lavori in via Turgliano proseguono. Sì perché le opere attualmente in corso riguardano non "l'inceneritore" ma la costruzione dello stabile che lo ospiterà. Questo significa che i tempi di consegna del forno crematorio, che da appalto dovrebbe essere pronto entro il 13 agosto di quest'anno, potrebbero comunque essere rispettati.

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