Il Tirreno

il 2 maggio la commissione d’inchiesta sugli infortuni a carrara

«La politica si domandi perché si muore in cava»

di Francesca Vatteroni
«La politica si domandi perché si muore in cava»

CARRARA. «Quando avviene un incidente alle cave tutti i riflettori si accendono su Carrara, poi dopo qualche giorno nessuno ne parla più finché non si verifica un nuovo lutto. Restano le promesse, ma...

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CARRARA. «Quando avviene un incidente alle cave tutti i riflettori si accendono su Carrara, poi dopo qualche giorno nessuno ne parla più finché non si verifica un nuovo lutto. Restano le promesse, ma azioni concrete e risolutive non sono mai state attuate senatrice». Sara Paglini, capogruppo M5S in commissione Lavoro e membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli infortuni del lavoro interviene così in aula durante la seduta del Senato di ieri. Un breve intervento in cui chiede «azioni concrete» dopo la tragedia di giovedì scorso quando due cavatori sono morti sotto una frana alla cava Antonioli, a Colonnata: Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli.

E l’intervento viene accompagnato da una notizia: il 2 maggio la commissione di inchiesta sugli infortuni si recherà alle cave di Carrara per un’ispezione.

Secondo la senatrice la politica dovrebbe porsi una domanda, una sola: «È possibile continuare a scavare le montagne con questi ritmi incessanti a fronte dei continui decessi dei lavoratori del settore senza prima verificare adeguatamente i motivi per cui questi incidenti avvengono?».

Il M5S, dice la Paglini, se lo è chiesto più volte. Lo ha fatto ad esempio nel novembre 2013 con l’iniziativa Incavatour quando oltre trenta parlamentari 5 Stelle salirono a Carrara per rendersi conto di quanto stava accadendo alle cave. Inoltre, ricorda ancora la senatrice: lei stessa, in qualità di membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, ha chiesto un intervento organico sulla sicurezza del lavoro nei bacini marmiferi e un’azione ispettiva alle cave del territorio apuano. « Ad oggi, - dichiara la senatrice del Movimento 5 Stelle - ci troviamo a constatare che i decessi sono diventati cinque dalla nostra segnalazione in commissione, e la media degli incidenti dai lievi ai più gravi si verificano con l'intensità di uno ogni due giorni».

Il 2 maggio quindi la visita della commissione in cava. Gli incidenti in cava, secondo la senatrice, «non vanno scissi dal tipo di lavoro che i cavatori svolgono, lavori decisamente usuranti e che necessitano di operatori del settore con capacità di prestazione ottimali, - pertanto è necessario intervenire anche sul piano previdenziale. Non è possibile vedere cavatori - dice - all’opera a 65 anni, con le condizioni imposte dalla scellerata legge Fornero, richiediamo pertanto che i questi lavoratori del settore estrattivo possano andare in pensione annoverandoli nelle categorie che la legge 5/1960 prevede, cioè con le tempistiche dei minatori». E conclude con una nota: «È inaccettabile nel 2016 dover ancora assistere alla morte di lavoratori impegnati nell'estrazione marmifera».

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