Finanza
«Canile lager per i nostri randagi»
La denuncia del M5S: gli animali portati in una struttura inadeguata che ci costa 100.000 euro l’anno
MASSA. Cani tenuti in condizioni igienico sanitarie pessime, in gabbie piccole prive di luce e aria adeguata, mancanza di toelettatura periodica e di spazi per correre in libertà, poca tutela dei cuccioli messi insieme ai cani più adulti e una carente azione di promozione delle adozioni degli animali. Queste sarebbero le condizioni in cui vivono i randagi massese, portati al canile di Correggio (Reggio Emilia), che dagli anni novanta accoglie i cani randagi provenienti da Massa, dato che la nostra città non ha una struttura adeguata. Le pesanti accuse arrivano dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Luana Mencarelli che, insieme al deputato pentastellato Paolo Bernini, al medico veterinario Marco Catelani, al presidente Eital Antonio Colonna e ai carabinieri, hanno effettuato un sopralluogo presso il canile di Correggio il 26 giugno scorso.
«La magistrutura di Reggio Emilia dopo le nostre verifiche - afferma Luana Mencarelli - ha aperto un' inchiesta sul canile rifugio, con cui il Comune di Massa ha un contratto. A preoccuparci sono le condizioni di accoglienza e di cura di questi poveri animali, 30 al momento della visita, che sono inaccettabili. Il veterinario che era con noi ha scritto anche un verbale dove riporta le mancanze presenti nel rifugio: scadenti condizioni igieniche, mancanza di una struttura sanitaria e di schede anamnestiche, gabbie piccole e con prese d'aria e luce insufficienti, poco spazio per il movimenti e la totale indifferenze da parte dei gestori, per cercare di affidare i cani alle famiglie. Per legge i box devono essere di dimensioni tali che un uomo possa entrare agevolmente per compiere le operazioni di pulizia. Abbiamo foto in cui il veterinario posa per dimostrare che la parte chiusa non ha queste caratteristiche».
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Il 30 marzo scorso il gruppo M5S aveva presentato in consiglio comunale un' interpellanza urgente sulla questione che al momento, dichiara Mencarelli, non ha avuto alcuna risposta ufficiale. «Il canile rifugio a Correggio che ha un contratto di collaborazione con il Comune di Massa - afferma Cristina Piccinini attivista del M5S - costa alle casse comunali 200.659,50 di euro di soldi pubblici, solo per il periodo che va dal 1 gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2016. Anche il Comune di Montignoso dopo aver riscontrato un ammanco di 8 cani, rispetto all'elenco, di cui 2 deceduti e 6 non presenti, hanno chiuso ad inizio anno, il rapporto contrattuale con la ditta emiliana, portando i cani in una struttura in provincia di Pisa. Ci chiediamo come sia possibile che l'amministrazione di Massa continui ad affidare i nostri animali al canile di Reggio Emilia. Abbiamo chiesto più volte la documentazione per verificare la salute dei nostri amici a quattro zampe, ma anche se il Comune afferma che mensilmente esegue dei controlli, a noi non è ancora arrivato niente. E anche del sopralluogo del 25 giugno 2015, da parte di 2 dipendenti comunali, non ha fornito nessun verbale ufficiale».
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