Il Tirreno

Bollette choc comitati vanno da “Striscia”

di Chiara Sillicani
Bollette choc comitati vanno da “Striscia”

Cittadini sulle barricate: non paghiamo più E c’è chi consuma 1 euro, ma ne paga 79

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MASSA. Ci sono gli irruenti e ci sono i certosini, quelli che le bollette le ordinano con la precisione del monaco. Distinte per gestore, per periodo, per importo. Spillate, così ben organizzate che fare il confronto è un gioco da ragazzi. È facile farlo con le fatture di Giovanni Marchi: lui a Marina ha mandato la figlia Sabrina. C’è l’inviata di Striscia la notizia e c’è il comitato “Acqua alla gola”, presieduto da Alfonso Baldi. Sabrina esibisce la sua “raccolta”: negli ultimi anni di gestione Camuzzi suo padre pagava una sessantina d’euro; quando la bolletta era alta, la cifra sfiorava la settantina. Adesso paga di più, molto di più: per il consumo nel trimestre dicembre-febbraio deve sfilarsi dal portafoglio 349 euro tondi tondi.

E sono “nulla” rispetto a quello che devono sborsare decine di utenti. Semplicina Locorotondo (vedi articolo accanto) è la donna dei record: Gaia le chiede 1.277 euro. Da versare entro il prossimo 2 maggio. Ma è in buona compagnia: Maria Luisa Italiano vive con il marito e due bambini. Sta ancora pagando le rate della fattura di marzo con cui Gaia le ha chiesto 782 euro: «Neanche avessi un giardino enorme con tanto di piscina». Le rateizzazione è in corso, ma a Maria Luisa è arrivata un’altra tegola: conguaglio da 1.116 euro. Appena sotto il record. E questo nonostante il gestore, fatti due calcoli, le abbia restituito oltre 400 euro, altrimenti la fattura ammonterebbe a quasi 1.600 euro. Scadenza, sempre il 2 maggio.

Claudia Ceragioli è a Marina, davanti alle telecamere di Striscia la notizia, per raccontare la storia di un’amica alluvionata: «Gaia le fattura 813 euro, in famiglia sono in tre. Ci siamo convinte - un filo di triste ironia - che il gestore le chieda di pagare anche l’acqua dell’alluvione 2012, altrimenti non sappiamo spiegarci un simile salasso».

Paola Quattrocchi l’acqua salata la conosce bene: vive con la madre di 99 anni. Due donne e 973 euro di bolletta, da sborsare entro il 2 maggio. Barbara Scuderi ha sempre pagato bollette da un centinaio di euro, l’ultima, invece, è ben più cara, 469: «Il servizio deve essere pagato, ma io chiedo di versare il giusto e cifre di questa entità non lo sono».

Paolo Mercedes Borghi è uno dei più “fortunati”: Gaia gli ha fatturato 79 euro. Paolo, però, le sue bollette le esibisce perché rappresentano un caso scuola: «Questi sono i consumi reali, l’acqua che io ho utilizzato - e con il dito indica la cifra di 1 euro - questo invece è l’importo dovuto: 79 euro. Vero - aggiunge - che nell’importo complessivo rientra anche una ventina di euro per la voltura, altrettanto vero che rimangono 50 euro di differenza tra quanto ho consumato e quanto devo pagare».

Caso scuola, appunto, che diventa esempio per Alfonso Baldi. Presidente del comitato “Acqua alla Gola”, ha invitato Striscia la notizia e, insieme a Galeano Fruzzetti, è pronto a mettere in atto iniziative per l’uscita del comune da Gaia. Baldi fa il punto e alle telecamere di Striscia spiega che «il Comune in cui l’acqua è più salata, Massa esclusa, è Savona dove il costo medio a famiglia è di 200 euro l’anno. Da noi la cifra sale a 600. È insostenibile».

Una protesta accesa, decine di cittadini pronti a pagare solo il consumo effettivo, combattivi quando si tratta di proporre l’uscita da Gaia.

Adesso la loro voce è stata raccolta anche da Striscia che alle bollette in Toscana dedicherà un servizio ( non è ancora deciso quando andrà in onda).

Chiara Sillicani

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