Sicurezza
Accademia di belle arti, l’Erp: crediti per 40mila euro
La presidente dimissionaria avrebbe lasciato perché disponibile a una mediazione, in contrasto con il cda dell’istituto
CARRARA. La tensione resta alta nelle stanze di Palazzo del Principe dopo l'annuncio delle dimissioni della presidente Anna Laghi. Lo conferma il silenzio che continua ad attanagliare l'Accademia di Belle Arti e i suoi vertici.
L'ormai ex presidente, dopo essersi dimessa a caldo, aveva dichiarato a caldo: «Sono esausta, le situazioni sono complicate e io non ce la facevo più. Le dimissioni sono state una liberazione». Poca voglia di parlare, il giorno dopo, da parte della direttrice Lucilla Meloni che senza commentare le dimissioni della presidente, spiega che per quanto riguarda il futuro dell'Istituito, «in questi casi normalmente il Ministero accelera i tempi di individuazione del successore».
Del resto la terna è già pronta dallo scorso marzo, quando proprio il consiglio di amministrazione, aveva rivelato i nomi dei candidati alla presidenza, ovvero l'avvocato Michele Caro, il commercialista Giancarlo Casani e la docente di storia dell'Arte all'Università di Pisa, Donata Levi.
Una mossa arrivata a 7 mesi dalla scadenza naturale del mandato della Laghi che era stata letta da molti come una "sfiducia" alla presidente in carica anche se, secondo i bene informati, il vero casus belli sarebbe stato la gestione del contenzioso con Erp su una serie di crediti vantati dall'ente per l'edilizia residenziale pubblica. In pratica, secondo fonti interne all'istituto, la presidente Laghi si sarebbe detta favorevole al raggiungimento di una mediazione con Erp, scontrandosi con il cda e in particolare con la direttrice Meloni, intenzionati ad andare a giudizio.
Sulla vicenda interviene proprio Erp, ente dell’edilizia popolare, confermando di avere, nei confronti dell'Accademia di Belle Arti, «un credito di 40mila euro per l'utilizzo da parte dell'istituto di strutture in gestione all'ente». Tra queste ci sarebbero anche i locali del San Giacomo che ospitarono, tra il 2007 e il 2009, il corso di Mosaico, trasferito in fretta e furia nell'ottobre di sette anni fa quando Erp presentò il suo conto di arretrati. Prima e dopo quell'episodio i due istituti sfiorarono a più riprese il raggiungimento di un accordo "bonario", che però non è mai andato in porto. La presidente Laghi ci avrebbe riprovato nei suoi pochi mesi - cinque in tutto - alla guida dell'Accademia, salvo scontrarsi con il consiglio di amministrazione e optare poi per le dimissioni.
«Abbiamo provato la strada dell'accordo bonario, poi siamo ricorsi all'istituto della mediazione ma per ora non si è concluso nulla. E' chiaro che o si trova una soluzione o Erp ricorrerà alle vie legali» precisano dai vertici dell'ente per l'edilizia residenziale pubblica, confermando di aspettare «un segnale dai dirigenti di Palazzo del Principe».
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