Sicurezza
A15, assaltarono l’Autogrill In cinque per due rapine
Alla sbarra solo una persona, l’unica che è stata individuata dalla Polstrada Il racconto del benzinaio: «Mi hanno puntato una mitraglietta alla nuca»
PONTREMOLI. Avevano rapinato sia l’Autogrill sia la pompa di benzina, sull’autostrada A15 all’altezza di Pontremoli, picchiando prima la barista che era dietro al bancone e il ragazzo che metteva il carburante. Nel giro di pochi secondi. Un commando presumibilmente composto da cinque persone, tre sono entrati nella rivendita e gli altri due hanno preso di mira il distributore. Alcuni di loro indossavano maschere da carnevale bianche, come quelle di Anonymous, il vendicatore. Non volevano vendicare nessuno, però, soltanto arricchirsi alle spalle altrui. Di quel commando è stata individuata soltanto una persona, le altre invece non si sa chi siano. Perché Domenico Cirasola, cinquantenne lombardo, finito a processo nel tribunale di Massa, si professa innocente e quindi non può fare i nomi di chi era in quell’Autogrill una sera di fine luglio del 2012.
Ieri la prima udienza del procedimento, con testimoni gli agenti della scientifica che hanno fatto i rilievi sia nel locale sia alla pompa di benzina. È grazie a loro, e alle indagini della polizia stradale, che si è arrivati all’individuazione di Cirasola. Ma ieri ha parlato il benzinaio, rispondendo alle domande del pm Alessia Iacopini, che è stato rapinato (gli hanno portato via circa ottocento euro, mentre all’Autogrill sono spariti 200 euro e parecchi pacchetti di sigarette). «Erano in due e mi hanno preso da dietro all’improvviso, senza darmi neppure il tempo di rendermi conto di quello che stava accadendo. Uno di loro mi ha puntato una sorta di mitraglietta alla nuca, non so se giocattolo oppure vera perché non ho visto se c’era il tappino rosso. Mi hanno buttato in terra e mi hanno dato un calcio sulla schiena. Io gli avevo già consegnato le banconote che avevo nel marsupio, senza neppure accennare a una minima resistenza. Il dolore mi ha paralizzato, così non ho fatto caso neppure a quello che è successo dopo. Non li ho visti scappare. Quando mi sono rialzato è arrivata la ragazza che era di turno al bar e mi ha detto che l’avevano aggredita in tre portandogli via l’incasso. Aveva già chiamato le forze dell’ordine. Abbiamo aspettato l’arrivo della polizia e abbiamo raccontato quello che era successo».
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