Gioco
Lo sciopero dei metalmeccanici svuota le fabbriche apuane
A Massa Carrara l'astensione dal lavoro ha toccato punte del 95%. Almeno duecento operai si sono ritrovati all'alba davanti ai cancelli del Nuova Pignone per un presidio di protesta. Bloccato anche il traffico.
MASSA-CARRARA. La protesta svuota le fabbriche apuane. È arrivato a punte del 95% di adesione lo sciopero nazionale unitario dei metalmeccanici che ha preso vita stamani in tutta la penisola. Braccia incrociate e presidio davanti ai cancelli del Nuova Pignone, il «simbolo - dicono i segretario provinciale di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm - del lavoro apuano». Almeno duecento gli operai che si sono trovati davanti ai cancelli di via Dorsale, a Massa. Sventolavano bandiere di ogni colore, perché la battaglia è unica: i diritti dei lavoratori. A metà mattinata è stato bloccato il traffico. Pochi minuti, giusto il tempo di far arrivare più lontana la loro protesta.
Erano otto anni che i sindacati dei metalmeccanici non trovavano l’unità e l’hanno ritrovata oggi (20 aprile) nello sciopero per il rinnovo del contratto nazionale. A finire nel mirino delle sigle sindacali è Federmeccanica, associazione di categoria degli imprenditori, accusata di volere cancellare il contratto nazionale e negare aumenti salariali alla quasi totalità dei lavoratori. In questo modo - fa sapere Michele Folloni, segretario provinciale della Fim Cisl - solo il 5% dei lavoratori vedrebbe l’aumento salariale». «In pratica - spiega Luisa Pietrini, segretaria provinciale della Fiom Cgil - la Federmeccanica vuole dare l’aumento salariale solo a chi ha il minimo contrattuale, non a chi ha già avuto degli scatti di anzianità. È un passo all’indietro».
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Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno quindi indetto uno sciopero di quattro ore. E l’astensione nel territorio è stata veramente alta. Alcune fabbriche sono rimaste vuote. E davanti ai cancelli della fabbrica in via Dorsale non c’erano solo gli operai del Nuova Pignone ma anche quelli dell’indotto, di Nca, della ex Nuova Oma i quali sono venuti addirittura dalla Lunigiana e per i quali lo sciopero è stato di otto ore. «Nel loro caso - dicono i sindacati - lo sciopero era anche per la sicurezza e per le pensioni».
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