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Toscana economia

Cresce ancora l'export del marmo

Blocchi di marmo
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Blocchi di marmo

Carrara, in ripresa il mercato amerIcano che spinge il "bianco"

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CARRARA. I distretti tradizionali toscani chiudono il 2015 con un progresso delle esportazioni del 4,7%, pari a 614 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2014, che li porta a raggiungere un livello di 13,6 miliardi di euro. Tra questi anche il distretto del marmo di Carrara che ha visto un +8,8% e che chiude quindi il quarto trimestre dell’anno con un +5,2%. Sono i dati contenuti nello studio realizzato dalla direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo per Cr Pistoia e Lucchesia.

La Toscana, secondo lo studio, ottiene risultati lievemente superiori rispetto al totale dei distretti in Italia (+4,2%). In particolare nel 2015 spiccano i risultati dei distretti della pelletteria e calzature di Firenze, dell’abbigliamento di Empoli, del marmo di Carrara, dei vini del Chianti, del cartario di Capannori, dell’olio toscano e del tessile abbigliamento di Arezzo.

Nell’analisi che emerge dal monitoraggio dei distretti della Toscana i buoni risultati del 2015 sono da attribuirsi in primis al brillante andamento dei flussi verso gli Stati Uniti, primo mercato di sbocco e protagonisti di una crescita del 17,1%, pari a 304 milioni di euro aggiuntivi rispetto al 2014, in ulteriore accelerazione nell'ultimo trimestre dell'anno (+10,5%). La Toscana ha anche beneficiato del buon andamento del mercato europeo e in particolare di Francia (+4,1%, seconda meta distrettuale che torna in territorio positivo rispetto al 2014), Svizzera (+3%, spesso utilizzata come polo logistico di alcune importanti griffe presenti nei distretti toscani del sistema moda), Germania (+1,8%), Regno Unito (+10,9%), Spagna (+8,4%, con un’accelerazione del 21,1% nell'ultimo trimestre dell'anno) che hanno più che compensato la flessione degli Emirati Arabi Uniti che chiudono anche il 2015 in territorio negativo (-7,4%), scontando ancora gli elevatissimi livelli raggiunti dall'oreficeria aretina nel 2013. Bene invece gli altri mercati emergenti tra cui Hong Kong (+6,9%), Cina (+2%), Repubblica di Corea (+6%), Turchia (+11,1%).

La Russia, che nel 2015 prosegue nel trend negativo generato dalla svalutazione monetaria e dalle tensioni per la questione ucraina (-25%), esce dal ranking delle principali mete commerciali del Made in Tuscany. Brillanti le performance anche per la nautica di Viareggio, in forte accelerazione rispetto al 2014, (+19,7% pari a 105,6 milioni di euro aggiuntivi rispetto all'anno precedente) grazie al consistente contributo delle isole vergini britanniche (+47,1% prima meta commerciale), degli Stati Uniti (+71,1%) e alla vigorosa ripresa del mercato britannico (+268,0%).

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