Attenzione
Aule piene, anche il giudice in sala d’attesa
Mattinata con tanti procedimenti, difficile anche per i magistrati trovare un posto dove lavorare
MASSA. Il processo all’ex commercialista Mariannina De Angeli (vedi articolo in alto) è iniziato in forte ritardo a causa di un disguido: le aule del tribunale erano tutte impegnate da altri procedimenti e così il giudice Fabrizio Garofalo si è dovuto mettere in coda. Mentre pubblico ministero, avvocati, imputata e testimoni erano nell’androne ad aspettare la chiamata. Un’attesa che è durata più di un’ora. Proprio per questo il giudice prima di dare il via all’udienza si è scusato con tutti e dopo ha fatto mettere a verbale dal cancelliere quello che era successo.
Ieri c’era il pienone di procedimenti ed era difficile trovare un’aula adatta al processo: viste le numerose parti civili era necessario parecchio spazio e così bisognava attendere per forza che si liberassero i locali della corte d’assise. Ed è avvenuto intorno a mezzogiorno. Tra l’altro l’udienza era importante perché prevedeva l’esame e il contro esame dell’imputata. Soltanto l’abilità di Garofalo, che ha trovato spazio per un’appendice nel pomeriggio, ha permesso di svolgere il lavoro già calendarizzato. Altrimenti dopo i due testi si sarebbe dovuto rinviare ad altra data.
Circa un mese fa un’ala dell’aula era stata chiusa al pubblico perché il rischio era che sulla testa delle persone potessero cadere dei pezzi di controsoffitto. A causa della pioggia caduta in quei giorni. E proprio l’acqua che si era depositata sul tetto del palazzo di giustizia aveva provocato un’infiltrazione che aveva danneggiato parte del cartongesso che serviva a coprire l’impianto di condizionamento e quello elettrico. La presenza di fili aveva accelerato i tempi dell’intervento. Così gli operai avevano tolto diversi pannelli e avevano iniziato a coprire la fessura da dove era entrata l’acqua piovana. Ora è tornata la normalità. O quasi.
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