Il Tirreno

Furgone contro Ape, muore anziano

Furgone contro Ape, muore anziano

L’incidente in via Dorsale: la vittima, Primo Menchini, aveva 80 anni. La causa potrebbe essere un malore

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MASSA. Stava tornando a casa quando, probabilmente per un malore, non si è fermato al semaforo rosso ed è stato preso in pieno da un furgone. E non ce l’ha fatta Primo Menchini, 80 anni a luglio, ex giardiniere in pensione. È morto sul colpo sulla strada per casa.

Il fatto è accaduto ieri mattina intorno alle 11 nella zona industriale apuana. Lui, Primo, transitava con la sua Ape in via Martiri di Cefalonia, direzione monti mare. Andava a casa, come tutti i giorni. Il furgone invece transitava in via Dorsale, alla velocità consentita stando a una prima ricostruzione fatta dal nucleo operativo e radiomobile dei carabinieri intervenuti sul posto. L’urto però è stato talmente fuori che l’anziano è balzato fuori dal mezzo battendo la testa. Quando è intervenuta l’ambulanza del 118 con il medico a bordo, l’uomo era in una pozza di sangue. «Aveva un arresto cardiaco - spiega il responsabile del pronto soccorso, il dottor Alberto Conti - abbiamo provato a rianimarlo invano e quando è arrivato al pronto soccorso l’uomo è morto».

Sarà il medico legale, Maurizio Ratti, a stabilire le cause del decesso, se quindi l’uomo sia morto per l’infarto (che quindi avrebbe anche causato l’incidente) o per il grosso trauma cranico.

Primo Menchini era vedovo. Aveva due figli, Serena e Armando, e cinque nipoti. Viveva con la figlia in via Massa Avenza, a un passo da dove è avvenuto l’incidente. In pensione da anni, ha lavorato una vita intera al negozio Giovannelli. Era uno dei migliori e più conosciuti giardinieri del comune, tanto che gli amici lo chiamavano come “il dottor”. «Come sapeva tagliare le piante lui, in pochi lo sapevano fare. Per questo lo chiamavamo il dottore», ricorda un cugino, Cesare Tazzini, a cui è toccato anche il compito di portare via il mezzo avendo una ditta di rimozioni auto. «Alcuni - continua - lo chiamavano Bruno, perché sempre più breve di Primo. Ma tutti lo conoscevano come dottore».

Anche il conducente del furgone, Enzo Pratesi, classe 1938, di San Vincenzo (Livorno) è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Apuane per accertamenti, anche se, come chiariscono i medici, ha avuto solo un bello spavento. L’uomo guidava il furgone per rifornimenti di negozi di idraulica.

Sul posto, come detto, sono intervenuti carabinieri del nucleo operativo e radiomobile che hanno fatto i rilievi del caso per capire le dinamiche di quanto accaduto in quell’incrocio maledetto dove, incidente del genere, sono all’ordine del giorno. A denunciarlo subito è il consigliere comunale Giancarlo Casotti, residente nella zona.

«Ancora una volta sono a denunciare la pericolosità dell'incrocio in oggetto - dice - Un nuovo incidente nell’incrocio dove sono già successi molti incidenti con feriti, nel giro di due anni tre morti e numerosi feriti. L’incrocio - dice - è poco visibile, la segnaletica è fatiscente e il manto stradale disastrato; avevo già denunciato la sua pericolosità e nuovamente sono a denunciare che tale incrocio deve avere una manutenzione straordinaria, anche perché dopo la costruzione del sottopasso del Casellotto la viabilità è aumentata sensibilmente, ambulanze che arrivano da Carrara passano tutte da lì per raggiungere il nuovo ospedale. Le responsabilità e le dinamiche dell'incidente sono al vaglio delle forze preposte, ma le amministrazioni devono intervenire».

Melania Carnevali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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