Attenzione
Morti in cava, nel monte sgretolato appare un volto: «È Gesù»
Carrara: la foto fa il giro di Facebook. Una suggestione, che per molti rappresenta il profilo del Cristo. Tante le interpretazioni sul social: «È un segnale della pietà per le vittime»
CARRARA. Gli occhi sono stretti. Le labbra hanno una piega triste. I capelli sono la parte del monte dal colore più scuro. Il volto è quello del dolore, lo stesso dolore che da giorni, da giovedì scorso, stringe come un pugno nel petto il cuore della città. L’immagine è quella del Cristo morto. Non è impressa su tela, non è la celebre rappresentazione del Mantegna.
È quel che resta della montagna sgretolata, nel bacino di Gioia cancelli. Qui un “frodone”, così o “struscia” lo chiamano i cavatori, si è staccato. Trenta metri di crinale franati, duemila tonnellate di sassi, terra e detriti che hanno inghiottito due operai, Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli.
Sotto il costone quei segni. Quelli in cui molti hanno visto il profilo del Cristo. La foto, pubblicata dal nostro giornale il giorno dopo la tragedia, sta facendo il giro di Facebook. Per molti è un segnale, è l’anima della montagna. È la pietas del Cristo per chi ha perso la vita in cava.
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Per qualcun altro è solo un effetto ottico: «Perché il Cristo non consentirebbe tutte queste morti in cava». E perché, scrivono sul social, «non c’è nulla di mistico nelle morti sul lavoro, non devono avvenire e basta».
I discorsi si rincorrono, come le interpretazioni. Quello che resta è l’immagine. L’immagine di una ruspa rossa e, subito sotto, il crinale frastagliato, quello da cui si è mossa la frana di duemila tonnellate.
Il volto di Cristo. L’anima della montagna. Questo quello che molti vogliono vedere nelle immagini del luogo della tragedia. In quella parte di monte sventrata, crollata sotto ai piedi degli operai che stavano mettendo in sicurezza la cava.
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