Il Tirreno

Morti in cava, gli industriali: "Rafforzare la catena delle responsabilità"

La cava Antonioli poco dopo la frana
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La cava Antonioli poco dopo la frana

A quattro giorni dalla frana interviene il presidente dell'associazione, Erich Lucchetti: "Se facciamo scorrere al rallenty il nastro degli incidenti occorsi negli ultimi mesi, emerge che il vero punto critico non sta nelle regole, che sono già stringenti, ma nei controlli e nel rispetto delle procedure per la sicurezza".

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MASSA-CARRARA. "L’Associazione Industriali rinnova il cordoglio ai familiari di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, colpiti da un’immane tragedia e si unisce a quanti stanno facendo avere loro le proprie manifestazioni di vicinanza e di attenzione". Arriva a distanza di quattro giorni la dichiarazione ufficiale degli industriali per la tragedia avvenuta alla cava Antonioli, a Colonnata, quando un costone si è staccato travolgendo e uccidendo due operai.Una lettera che il Tirreno pubblica integralmente.

"Fuori delle mura del dolore dei familiari - scrive Erich Lucchetti, presidente dell'associazione degli industriali -  i recenti drammatici eventi stanno mettendo tutti di fronte a un dato di fatto: la nostra convivenza, la nostra civiltà non sono disposte ad accettare eventi come questi. Il settore lapideo, da solo o preferibilmente insieme agli organi deputati a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro, deve  assolutamente mettere in atto tutto quanto è possibile per non trovarsi di nuovo di fronte a tutto questo. Le immagini dell’incidente hanno innescato comprensibilmente una grande ondata di reazioni emotive; sono state dette tante cose diverse, anche con toni oltraggiosi e  inopportuni che non giovano affatto alla comprensione delle dinamiche degli incidenti e delle vere cause. I documenti, i manuali e le procedure sulla sicurezza adottate nei bacini marmiferi di Massa Carrara sono, in questo settore, tra i più completi ed avanzati a livello nazionale ed oltre.  Come ha osservato l'ingegnere Maura Pellegri, le leggi in materia di sicurezza ci sono: se facciamo scorrere al rallenty il nastro degli incidenti occorsi negli ultimi mesi, emerge che il vero punto critico non sta nelle regole, che sono già stringenti, ma nella catena umana della responsabilità, dei controlli e del rispetto delle procedure per la sicurezza. E’ qui che bisogna agire; è qui che dobbiamo fare di più,  è qui che tutti gli operatori del settore, imprenditori, cavatori e professionisti, devono cambiare registro fino ad essere ossessionati  dal rispetto delle procedure che devono essere applicate senza se e senza ma: le procedure e il loro totale rispetto  devono  assicurare l’abbattimento dei rischi per i lavoratori nelle cave. Già da domani, prima ancora che si allenti il senso di gravità per quanto è accaduto, dobbiamo intensificare gli sforzi ed elevare ulteriormente l’attenzione per la sicurezza del lavoro. L’Associazione condividerà tutte le azioni e le politiche in materia di sicurezza con il servizio sicurezza e Prevenzione dell’Asl e con le organizzazioni sindacali perché è convinta che per prevenire tragedie come quelle di giovedì servono impegno, collaborazione e tanta, tanta determinazione".

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di Redazione web