Sicurezza
«All’ospedale c’è la tv: così saprà della fine dei colleghi»
MASSA. È stato trasferito all’ospedale di Pisa e nei prossimi giorni verrà operato al bacino che si è rotto sbattendo violentemente contro la roccia. Ma la normalità non tornerà così presto per...
MASSA. È stato trasferito all’ospedale di Pisa e nei prossimi giorni verrà operato al bacino che si è rotto sbattendo violentemente contro la roccia. Ma la normalità non tornerà così presto per Giuseppe Alberti, il cavatore “sopravvissuto” alla tragedia di giovedì scorso quando hanno perso la vita Roberto Ricci Antonioli e Federico Benedetti. «Ormai se lo immagina che loro non ce l’hanno fatta e continua dirmi: dimmelo, dimmelo. Sono pronto. Ma io non riesco a dirglielo, rimango sul vago», dice la moglie Susanna. Anche lei è di Forno, una “tipa tosta”, quindi, che sa quello che fa.
Ha deciso di rimandare la brutta notizia a dopo l’operazione. «Se si agita non gli fa bene - continua - Preferiamo dirgli tutto quando esce, piuttosto che costringerlo a prendere sedativi. Il problema è che nel reparto dove è ora c’è la televisione (all’ospedale Apuane di Massa era ricoverato in rianimazione, ndr). Io gli ho detto “non accenderla”, ma temo che lo farà. E domani (oggi per chi legge, ndr) ci sono anche i funerali: temo che li veda».
Giuseppe è un sopravvissuto, sì. Ma ricordare quanto accaduto quel giorno, per lui, deve essere un po’ come morire ogni volta. Quando il costone si è staccato, travolgendo i suoi colleghi, è rimasto appeso a un corda per venti minuti in attesa che un tecchiaiolo, amico di famiglia, si gettasse su di lui d’istinto e lo mettesse in salvo. E in quei minuti ha pensato a tutto: ai figli, anzitutto. A cosa sarebbe successo loro se la corda si fosse rotta, se lui fosse morto. E allora cercava di tenersi sveglio, di non lasciarsi andare. «Mi ha raccontato - continua la donna - che si teneva su con le braccia perché se fosse caduto a testa in giù sarebbe svenuto. Ma lui voleva rimanere cosciente. I medici peraltro mi hanno detto che è stato un miracolo che si ancora vivo, sia per il colpo che ha preso, sia perché è stato a lungo appeso nel vuoto e il corpo, dicono loro, non reggono quello sforzo a lungo». Ma Giuseppe è uomo di montagna, gente abituata a lavorare duro e a superare tutto. Verrà operato in questi giorni, ma si è già ripreso.
Anche Carlo Musetti, il geologo direttore dei lavori che ha avuto un infarto dopo la frana sta meglio e oggi verrà nuovamente visitato. Nessuno dei due potrà partecipare ai funerali che si terranno oggi pomeriggio al Duomo di Massa. Il loro ultimo saluto ai due colleghi che non ci sono più sarà dalle loro stanze di ospedale, nell’intimità del loro dolore individuale.
Melania Carnevali
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