Attenzione
«Potenzieremo i controlli»
L’impegno di Zubbani: subito due figure tecniche in più nell’Ufficio Marmo
CARRARA. Due tecnici in più all’ufficio Marmo del Comune. E una riunione in programma, che sarà convocata con urgenza la prossima settimana, con il presidente della Regione Enrico Rossi, i lavoratori, le parti sociali e gli imprenditori. Una sorta di chiamata all’appello per fare il punto sulla situazione sicurezza al monte: «Per capire se gli strumenti che abbiamo ad oggi siano adatti per affrontare il futuro. Chiederemo la collaborazione di tutti, la volontà è quella di riesaminare i percorsi e capire come potenziare anche le risorse umane a nostra disposizione».
Lo dice il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani. Dopo i giorni del dolore e del rispetto per le due vittime dell’ultima tragedia in cava, per l’amministrazione è il momento di pensare al futuro. A un futuro in cui la sicurezza al monte deve essere al primo posto.
Sindaco come vengono regolamentate le cave?
«Cominciamo col dire che ci sono ottanta cave in attività, ciascuna con l’autorizzazione all’escavazione e con scadenze diverse da cinque a 10 anni. Le autorizzazioni vengono rilasciate dal Comune dopo istruttorie complesse e lunghe: prima della legge regionale i tempi erano da sei a otto mesi, adesso ci vorrà un anno. In questa istruttoria sono coinvolti tanti enti e quello che ha maggior peso è l’ufficio prevenzione sui luoghi di lavoro dell’Asl con cui abbiamo un dialogo costante fin dall’inizio del percorso che porta all’autorizzazione all’escavazione. Quando poi si arriva all’attuazione dei piani ci sono competenze specifiche».
Chi deve fare i controlli al monte?
«Ci sono due piani differenti: per quel che riguarda l’applicazione delle autorizzazioni è il Comune, con il suo ufficio tecnico, che deve andare a controllare se i lavori in corso sono quelli autorizzati dal piano di coltivazione. Se così non è vengono emessi provvedimenti e sanzioni, fino alla decadenza della autorizzazione che non si è mai verificata. Di sanzioni ne sono state elevate una decina l’anno, e c’è una partita di ricorsi, da parte degli industriali, anche su questo fronte».
«Per quel che riguarda invece la sicurezza la competenza è dell’Asl , anche come servizio di polizia mineraria. E l’Asl quotidianamente controlla andamento delle attività estrattive: con la facoltà di fare provvedimenti e inibizioni sulle attività stesse. La segnalazione deve poi arrivare al Comune e viene immediatamente recepita. Anzi, quando ci arrivano lamentele da parte degli imprenditori su una eccessiva rigidità dell’Asl le rispediamo immediatamente al mittente».
«Oltre all’ Asl ci sono poi i responsabili della sicurezza individuati dalle varie aziende che si occupano della gestione quotidiana di quanto previsto dai protocolli e dalle normative».
Il personale dell’Ufficio marmo è sufficiente?
«Ad oggi in organico ci sono tre geologi e tre geometri. Contiamo di utilizzare almeno due figure tecniche di altri settore per potenziare l’ufficio. Che, lo ribadisco lavora in collaborazione con altri enti, oltre all?Asl anche Arpat per quel che riguarda le problematiche ambientali».
Che cosa ha causato questa ultima tragedia alle cave?
«La morte sul lavoro è sempre una sconfitta, sul piano sociale, politico e istituzionale. Bisogna interrogarsi su cosa non ha funzionato. Bisogna lavorare insieme, verificare quanto siano stati appresi fino in fondo i contesti di rischio. Io come sindaco agisco attraverso i miei uffici, e ribadisco che l’attenzione in quei luoghi di lavoro è particolarmente alta. Non si può nemmeno puntare il dito su una produzione, e quindi escavazione, in crescita. Anzi: negli ultimi cinque anni il dato della produzione dei blocchi è andato via via calando».
Quali sono i rapporti con gli imprenditori?
«Siamo ancora in fase di discussione. Nonostante le dichiarazioni di maggiore disponibilità ad oggi non si intravedono segnali concreti in questo senso. Tante belle parole, che al momento non si sono tradotte in fatti».
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