Finanza
False zie e case fantasma: boom di truffe
Le truffe online in queste settimane stanno sbocciando in tutta la provincia apuana. E hanno quasi sempre delle ragazze protagoniste. Qualcuno ha anche pagato migliaia di euro, credendo di aver trovato l'amore della vita. Ma le denunce più ricorrenti sono quelle relative ai furti di identità su Facebook.
CARRARA. Non si è intenerito guardando la fotografia di un'anziana signora sofferente di cuore che veniva curata da un medico e ha voluto vederci chiaro. Ha cercato quell'immagine su un motore di ricerca, scoprendo che era la pubblicità di un ospedale che si trova all'estero. E ha capito che quello che gli scriveva in privato su Facebook una ragazza, chiedendogli soldi per salvare l'anziana zia colpita da un tumore, era tutto falso. E pensare che stava per inviare un bonifico di trecento euro per prestarle le prime cure, perché si era appassionato a quella vicenda. Invece, anche se il raggiro alla fine non c'è stato, si è presentato in questura spiegando filo per segno quello che gli era capitato. Giusto per evitare che altri potessero cadere nel tranello. Nel frattempo ha scoperto che la ragazza che lo cercava praticamente da mattina a sera lo ha bloccato e quindi non può più rintracciarla. Comunque il quarantenne lunigianese è riuscito a salvare il suo conto corrente
Ma non è un caso isolato. Le truffe online in queste settimane stanno sbocciando in tutta la provincia apuana. E hanno quasi sempre delle ragazze protagoniste. Qualcuno ha anche pagato migliaia di euro, credendo di aver trovato l'amore della vita. Ma le denunce più ricorrenti sono quelle relative ai furti di identità su Facebook. L’ultima è quella di un trentenne che ha scoperto che qualcuno ha preso delle sue fotografie e ha aperto un profilo con un nome diverso dal suo. È stata la moglie ad avvisarlo, dopo aver indagato per capire se era uno stratagemma del consorte per trovare altre donne fingendosi single. Lui ha negato e ha presentato un esposto per scoprire chi è stato a fargli questo scherzo. L’estate scorsa invece disavventura nel tarantino per un gruppo di turisti di Massa Carrara. I quattro avevano prenotato una camera per una settimana in un bed & breakfast a San Pietro in Bevagna, ma si sono visti rifilare uno scantinato. L'immobile che avevano visto su Internet c'era, la camera anche, ma era già stata affittata. Ai quattro era toccato una sorta di vano tecnico con due finestrini e servizi igienici fatiscenti. Per contro una signora bergamasca è stata raggirata da un apuano che le prometteva una casa splendida nella nostra provincia, per una vacanza da sogno.
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Un'occasione: un’ampia abitazione da condividere con i familiari a Ferragosto per soli 600 euro. Dopo aver versato la caparra, la donna non era però riuscita a concludere quello che riteneva essere un affare in quanto l’inserzionista è sparito nel nulla. Dopo essersi quindi presentata ai carabinieri della stazione locale per denunciare l'accaduto, i militari hanno scoperto che la casa presa in affitto non esisteva. All’indirizzo risultava esserci una struttura alberghiera. Le indagini hanno portato i carabinieri nel bergamasco, dove risiedeva il 53enne dall'altra parte della trattativa, come dimostrato dall’utenza telefonica utilizzata e dalla carta Postepay su cui è confluita la caparra. L'uomo è stato denunciato per truffa, con i militari che hanno scoperto che con lo stesso modus operandi altri turisti erano stati raggirati, sempre a ridosso di Ferragosto e sempre "grazie" alla stessa casa.
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