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la vicinanza

Due città a lutto Un unico dolore

Due città a lutto Un unico dolore

CARRARA. È seduta ad un tavolo del bar Hermes, in piazza Mercurio, fa compagnia ad un amico che studia: la biblioteca è lì, a due passi. Cristina Venturini è giovane, ma concreta e sa che la...

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CARRARA. È seduta ad un tavolo del bar Hermes, in piazza Mercurio, fa compagnia ad un amico che studia: la biblioteca è lì, a due passi. Cristina Venturini è giovane, ma concreta e sa che la tragedia, più è vicina più fa male. Per questo la morte di Federico e Roberto, sotto tonnellate di marmo, ferisce: «Le tragedie che avvengono lontano da noi, purtroppo, ci segnano meno, ma questa è così vicina». Vicina a noi, vicina a Cristina: «Mio padre è camionista e in cava ci lavora, conosceva Benedetti, è scosso». La tragedia che entra in casa tua, così violenta che pensi “Mio Dio, sarebbe potuto capitare a noi”. La naturalezza e la forza dell’immedesimazione. Cristina racconta e a pochi metri da lei un enorme fiocco nero ricorda che Massa è in lutto: ha pagato, con la vita dei suoi figli, un tributo enorme alla montagna, alla cava. I negozi sono aperti, lo sono anche i bar: «Abbasseremo le serrande nel giorno dei funerali, ma anche oggi vogliamo esprimere un segno di dolore».

Fiocchi neri, simbolo di una città colpita al cuore. Una città in cui - è la verità della sopravvivenza - la vita va avanti: i bimbi giocano in piazza Aranci, i grandi bevono il caffè al bar, i ragazzi chiacchierano in piazza Mercurio. Ma lo fanno con compostezza e con il silenzio di chi va avanti, ma il dolore degli altri non lo calpesta. Perché la tragedia vera - Greta Palagi è giovane, ma ne è certa - è di chi non ha più una persona cara, di chi piange: «Noi non possiamo far altro che esprimere infinita vicinanza».

Nessuno può soffrire come il figlio senza padre, la donna senza il suo uomo, la madre senza figlio, la città però può dire che c’è. E lo fa con i grandi fiocchi neri, i cartelli con il simbolo del lutto. E una insolita compostezza nel sabato di festa. Massa piange la sua gente.

Anche a Carrara si respira un’aria pesante. Il sentimento che prevale è quello del dolore. Un dolore dignitoso, una città che ha poche parole ma tanti segni. Il fiocco nero, del lutto cittadino che campeggia nelle vetrine dei negozi e dei bar. E, a Marina, in mezzo alla bandiera tricolore.

Ci sono anche negozi che non se la sono sentita neppure di rimanere aperti e, ieri mattina hanno chiuso i battenti «per lutto cittadino».

Nell’ordinanza del sindaco si invitava a rispettare il lutto nei modi che ognuno riteneva più consoni. La musica, nei locali si è spenta. Le inaugurazioni fissate per la giornata di ieri sono state cancellate. È stata una giornata diversa per Carrara. Una giornata con i segni del lutto. Una giornata di dolore per le due vittime delle cave.

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