Sicurezza
Acquisiti altri documenti e il fascicolo passa di mano
Sarà il sostituto Alessandra Conforti, esperta di antinfortunistica, a indagare Le due autopsie hanno richiesto un lavoro accurato. Chi sono i tre indagati
MASSA CARRARA. Un esame accurato che è durato diverse ore quello sui corpi senza vita di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, i due cavatori morti nel crollo in cava. A eseguire le autopsie, nell’obitorio dell’ospedale Versilia, il medico legale Luigi Papi. Il sostituto procuratore Alessia Iacopini, fino a ieri titolare dell’indagine, intanto ha passato il fascicolo alla collega Alessandra Conforti, esperta in materia di infortunistica. La pm ha annunciato al telefono la novità al dottore e quindi sarà la Conforti a firmare il nulla osta per la sepoltura delle due povere vittime dell’ennesimo incidente sul lavoro. Ma i documenti verranno consegnati soltanto oggi. In attesa del responso di Papi, per ora soltanto verbale (la perizia scritta richiederà qualche settimana) in procura si è lavorato parecchio sui documenti acquisiti nell’immediatezza del sinistro e prima del sequestro della cava. Al momento gli indagati restano tre, ma non è escluso che ai nomi di Cesare Antonioli, il titolare della cava, Carlo Musetti, il direttore dei lavori, e Massimo Gardenato, responsabile della sicurezza nel cantiere, se ne aggiungano altri. Tutto dipenderà dai prossimi passi che faranno il procuratore capo Aldo Giubilaro, il sostituto Conforti e il maresciallo dei carabinieri Antonio Mundo. Il più probabile la nomina di almeno due periti che accertino le cause del crollo, per stabilire come mai è venuto giù quel versante del monte. Dal loro lavoro potrebbero emergere altre responsabilità, ma ci vorranno mesi.
Intanto come detto la cava è stata sequestrata subito dopo il ritrovamento dei corpi senza vita di Benedetti e Ricci. Saranno effettuati altri sopralluoghi, dopo quelli degli scorsi giorni. Anche perché quando erano in azione i soccorsi non è stato possibile fare tutti i rilievi. Per non intralciare chi in quel momento stava cercando delle persone che si sperava fossero soltanto ferite. Dopo questi sopralluoghi si deciderà se nominare i consulenti: in quel caso servirà un geologo e probabilmente pure un ingegnere. Ma l’aspetto più importante in questa fase è il rispetto della normativa antinfortunistica. E la nomina del nuovo pubblico ministero ne è la conferma. Anche perché era l’aspetto più stringente, dato che bisognava fare le autopsie. Ed è per questo che sono stati iscritti nel registro degli indagati i nomi del titolare della cava, del direttore dei lavori e del responsabile del cantiere. Giubilaro però è stato chiaro, sia quando ha detto che bisogna fare di più per i controlli (arrivando a chiedere l’istituzione di un vero e proprio pool interforze) sia quando ha detto che i cavatori impiegati sono troppo pochi. L’inchiesta batterà questi punti nelle prime fasi, poi ci si concentrerà sul perché è venuto giù il versante. E sulla voce, al momento ufficiosa, che dice che prima della disgrazia i tre operai stavano mettendo in sicurezza la parete. Voce che però al momento non trova conferme. E soprattutto non giustificherebbe una mancanza del rispetto della normativa antinfortunistica. (d.d.)
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