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Rossi: non rispettati i principi elementari

di Cinzia Chiappini
Rossi: non rispettati i principi elementari

CARRARA. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi non ci sta e dopo la sua visita alla cava Antonioli, dove giovedì hanno perso la vita due cavatori, torna sul tema degli incidenti nei bacini...

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CARRARA. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi non ci sta e dopo la sua visita alla cava Antonioli, dove giovedì hanno perso la vita due cavatori, torna sul tema degli incidenti nei bacini marmiferi.

Il governatore, le parole "fatalità" e "sfortuna" non ne vuole più sentire: arrivato in cava, a pochi metri dalla frana che ha travolto due cavatori, ha incontrato diversi colleghi delle vittime, ha ascoltato i loro racconti ma si è anche confrontato con la dottoressa Maura Pellegri, responsabile del dipartimento Prevenzione infortuni sul lavoro di Asl.

Di quanto accaduto giovedì, il presidente toscano non vuol parlare ma dati Asl alla mano, non rinuncia a lanciare il suo monito a conferma del fatto che lui, un'idea di quello che accade alle cave di marmo, se l'è fatta eccome: «Qui non si muore perché la montagna si vendica, per destino o perché fa parte del lavoro del cavatore» attacca Enrico Rossi.

La certezza gliela danno le indagini del dipartimento Prevenzione che dicono che gli ultimi 8 casi di morte in cava sono imputabili al mancato rispetto dei protocolli di sicurezza.

«Questo è un messaggio che dobbiamo far passare con chiarezza, quando si rispettano le norme sulla sicurezza non si muore» afferma il governatore, sottolineando che, al contrario, oggi, «chi va a controllare che i protocolli siano rispettati viene spesso accusato di ostacolare il lavoro».

Rossi per ora non si sbilancia su eventuali provvedimenti ma intanto insiste: «Dal 2005 nel lapideo sono morte dieci persone. Due non riguardano cavatori. Gli altri 8 decessi sono avvenuti perché non sono stati rispettati i principi elementari sulla sicurezza, lo dice l'ufficio Prevenzione Asl e io non ne dubito». Il presidente prosegue nella sua analisi dei numeri e solleva un dubbio: «Delle 8 morti in cava, quattro sono avvenute in meno di un anno. Mi domando se questo non abbia a che fare con il fatto che in questo momento il marmo "tira"» aggiunge il governatore, invitando tutti a «rompere l'idea che a un certo punto ci sia una campana che suona e un cavatore muore».

Le cose, il governatore ne è certo, non stanno così e «diritto al lavoro e diritto alla vita possono e devono essere conciliati. Non esiste la fatalità di una montagna che si vendica - ribadisce - Noi abbiamo una sfida da vincere ma tutti devono essere convinti di vincere questa battaglia».

Il governatore ribadisce che «profitto e denaro vengono molto dopo» e annuncia per la prossima settimana un incontro a Firenze con le forze sociali dedicato proprio al tema della sicurezza. L'ultimo pensiero del presidente è per «i Vigili del Fuoco che hanno fatto un lavoro straordinario, per il personale dell’Asl che ha salvato la vita a 3 persone e per l'ufficio prevenzione di Maura Pellegri per l'impegno enorme, serio e costante che svolge ogni giorno per evitare incidenti e morti sui posti di lavoro e nelle cave in particolare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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