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il sindaco Volpi

«Ora è difficile accettare un’attività che fa morti»

«Ora è difficile accettare un’attività che fa morti»

MASSA. Due morti, massesi. Un ferito,massese. Ma di fronte alla tragedia il confine tra Massa e Carrara non c’è e non va tracciato. E certo non lo traccia il sindaco di Massa Alessandro Volpi:...

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MASSA. Due morti, massesi. Un ferito,massese. Ma di fronte alla tragedia il confine tra Massa e Carrara non c’è e non va tracciato. E certo non lo traccia il sindaco di Massa Alessandro Volpi: «Queste due morti sono una tragedia per l’intero territorio. Non ci sono Massa e Carrara, c’è il dramma di due famiglie».

I sindaci Alessandro Volpi e Angelo Zubbani quelle famiglie hanno voluto incontrarle: «Sono stravolte dal dolore, fanno i conti con una tragedia immane». Tragedia di due famiglie e di due città che si raccolgono nel silenzio: oggi è il giorno del lutto, della partecipazioni, della vicinanza ai parenti e agli amici di Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli.

«Un incidente avvenuto a Carrara che è costato la vita a due massesi e ne ha ferito un terzo, è evidente - Volpi va al cuore del problema - che non si possa considerare le cave e l’estrazione questione di Carrara. Questa tragedia evidenzia che il piano delle cave è - e deve essere - anche un tema nostro. Un tema a cui non dobbiamo e non possiamo sottrarci. La verità è questa». La verità è che il confine non c’è.

«Oggi piangiamo i nostri morti - prosegue Volpi commosso - oggi è il giorno delle lacrime. Questa situazione non è più tollerabile, si deve aprire una riflessione ampia, una riflessione così profonda come mai ne sono state fatte su questo tema. Questa volta a morire sono stati massesi, ma non è la città di chi ha perso la vita la cosa che conta. È difficile accettare l’esistenza di un’attività che causa così tanti morti. In pochi mesi ne abbiamo contati cinque, è impensabile, intollerabile».

Una riflessione, quindi, che coinvolga Massa, Carrara, le loro amministrazione, il mondo economico. Tutti, proprio tutti.

Ma prima ancora di quella riflessione, c’è la partecipazione al dolore: «Il lutto proclamato oggi vuole essere espressione della vicinanza alle famiglia delle vittime, da parte dell’amministrazione e di tutti cittadini». Di chi lavora e di chi è tra i banchi, di chi lavora al monte e di chi una cava non l’ha mai vista. Una giornata di silenzio, per rispetto di chi ha perso la vita schiacciato da tonnellate di marmo, chi li piange e alla montagna ha pagato un tributo di sangue.

(c.s.)

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