Il Tirreno

Ex segretario comunale a processo per truffa

Michele Pinzuti imputato a Portoferraio per una vicenda legata alla costruzione di alloggi di edilizia popolare all’Elba. Aveva lavorato a lungo a Pontremoli

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PONTREMOLI. È stata celebrata ieri nell’aula della sede distaccata di Portoferraio la prima udienza che vede come imputato, con l’accusa di truffa aggravata, l’ex segretario generale del Comune di Portoferraio, di Pontremoli, Michele Pinzuti.

Il segretario, secondo la Procura, si è fatto consegnare 5mila euro riservandosi di restituire l’eventuale eccedenza della tariffa di registrazione (che ammontava in verità a soli 290 euro) alla Val di Denari srl per la stipulazione della convenzione tra la società e il Comune di Portoferraio, riguardante l’edificazione di 12 alloggi di edilizia popolare nel Peep di Val di Denari. Pinzuti si sarebbe fatto consegnare la somma in una busta chiusa, che avrebbe poi portato nella sua abitazione, traendo così un ingiusto profitto ai danni della società privata.

L’ex segretario, difeso dall’avvocato Alessandro Civitillo, era presente in aula, davanti al giudice Marco Sacquegna. Il Comune di Portoferraio, , difeso dall’avvocato Renzo Grassi, si è costituito parte civile alla stregua di quanto fatto dalla Val di Denari srl, difesa dall’avvocato Gabriele Mazzei. La Procura era rappresentata dal vice procuratore onorario Riccardo Lorenzi. rinviata dal giudice Sacquegna al prossimo 1 luglio, data in cui saranno esaminati nuovi testi delle parti civili e della difesa.

Pinzuti è imputato per truffa aggravata, per avere cioè intascato 5mila euro per diritti di segreteria o per le spese del rogito per la convenzione con un’impresa che in realtà non aveva diritto di incassare. È questa l’accusa da cui deve difendersi l’ex segretario Michele Pinzuti, sebbene sia stato lo stesso giudice Sacquegna, in apertura di dibattimento, ad aver esternato alcune perplessità: «È coinvolto un pubblico ufficiale e si ipotizza un passaggio di soldi...», ha spiegato il giudice alludendo probabilmente a un’ipotesi di reato diversa (concussione).

«Sono un dirigente. So per esperienza che non si usano i contanti per pagare i diritti di segreteria in un’amministrazione pubblica. Per questo quanto riportato a me da Ferrini mi ha messo in allarme e mi sono reso conto che il comportamento di Pinzuti non era corretto e rispettoso della legge. Così ho denunciato tutto alla Finanza». Il sindaco Ferrari ha risposto in questo modo al vice procuratore onorario che gli ha chiesto di ripercorrere quanto accaduto a partire dal 18 dicembre del 2014, data in cui è stata firmata la convenzione tra il Comune e la Val di Denari srl, atto ritenuto fondamentale affinché l’impresa potesse ottenere un mutuo da 1,6 milioni di euro per sbloccare l’edificazione del Peep di Val di Denari. L’ultimo termine per ottenere il mutuo dalla Cassa di Risparmi di Firenze, infatti, era fissato per il 31 dicembre. Ed è proprio il 18 dicembre il giorno del passaggio dei 5mila euro dalla Val di Denari al segretario generale. Il sindaco è stato incalzato dal difensore di Pinzuti che ha sollevato dubbi circa le procedure legate alla convenzione (la firma è avvenuta lo stesso giorno in cui è stata convocata in fretta la giunta) e rilevando l’urgenza e le sollecitazioni che la stessa giunta avrebbe esercitato su Pinzuti, affinché sbloccasse il “nodo” della convenzione. Ferrari ha svelato un retroscena legato alla vicenda: «Pinzuti non ha mai contestato la faccenda dei 5mila euro, piuttosto mi ha sfidato dicendo che, se avevo il coraggio, dovevo solo provare a buttarlo fuori»,ha spiegato.

Luca Centini

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